Riccardo Mandolini: "Mamma Nadia Rinaldi e il rispetto per il set"

A soli 19 anni il giovane attore è diventato popolarissimo grazie alla serie tv di successo di Netflix “Baby”. Era inevitabile che il cinema diventasse il primo amore, il papà è un regista e sceneggiatore e la madre è Nadia Rinaldi

Nonostante lo sguardo di ghiaccio e serio del personaggio di Damiano nella serie tv Netflix “Baby”, il giovane attore Riccardo Mandolini si definisce un “insicuro cronico”, un limite che lo aiuta anche paradossalmente moltissimo sul set, quando deve dare il massimo davanti a tutti. Era inevitabile l'amore per il cinema e il teatro, anche perché il padre è Mauro Mandolini, regista e sceneggiatore, mentre la madre è Nadia Rinaldi. Il suo sogno è fare sì che la recitazione diventi il suo lavoro per tutta la vita, con i sogni diretti verso Hollywood. Nel frattempo, passo dopo passo, continua il suo percorso e di tanto in tanto si rifugia in chiesa, per pregare da solo.



Rispetto alla prima stagione Damiano in “Baby 2” sembra aprirsi di più agli altri per poi richiudersi. È stato difficile affrontare questo ruolo?
“Una evoluzione indubbiamente sul personaggio c'è stata. Grazie al regista Andrea De Sica ci siamo messi al lavoro nella costruzione della storia di Damiano nelle vicende della seconda stagione. Ho anche avuto modo di confrontarmi con Andrea e tutti quanti, perché è stato un lavoro collettivo, e capire che è un personaggio sfaccettato. Dark e romantico, a seconda delle persone con cui si relazione. Devo dire che è stato un bel lavoro di squadra”.

Tuo padre è regista, mentre tua madre è attrice. Cosa ti hanno insegnato?
“Che l'educazione e il rispetto per questo mestiere sono fondamentali e anche di crederci sempre, di fare nella vita quello si sente davvero. So di essere fortunato, mentre loro hanno iniziato ad avvicinarsi al mondo del cinema o del teatro quando i tempi erano diversi, erano giovani e con un sogno difficile da inseguire”.

Hai iniziato a recitare a 13 anni, hai sempre voluto fare l'attore?
“In realtà sono una persona insicura di base. A volte riesco a gestirla questa insicurezza, che poi diventa benzina al lavoro perché ti spinge a fare al meglio sul set. Nella piena consapevolezza di avere sempre addosso giudizi e critiche, positive ma anche negative”.

Ricordi il tuo primo ruolo al cinema?
“Era il 2016, avevo sedici anni, ho avuto una piccola parte nel film 'Al Posto Tuo' di Max Croci. Mia madre mi ha accompagnato sul set! Era davvero orgogliosa. Mi è sempre stata vicino, ma sia chiaro io e lei non parliamo solo di cinema, anche di altro (ride, ndr)”.

Però avete anche recitato assieme...
“Sì nel musical M.A.F.I.A. dove avevo anche lì un piccolo ruolo. Ma non ci sono stati problemi tra noi, è sempre molto rispettosa nei confronti di tutto quello che faccio”.

Il tuo prossimo obbiettivo?
“Andare a Hollywood! No, scherzo è già tanto se riesco a recitare qui in Italia, ma sognare non costa nulla, no?”.



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