Trevi brinda alla vittoria con "Due vite"

Serata senza sorprese, trionfa il favorito. Primo successo per l'editore Neri Pozza

Trevi brinda alla vittoria con "Due vite"

Premio alla carriera, premio alla metaletteratura, premio all'autofiction o addirittura al «filosofeggiare dell'assenza»: l'hanno chiamata in tanti modi questa vittoria annunciata di Due vite (Neri Pozza) di Emanuele Trevi che con 187 voti si è bevuto lo Strega edizione 75 giovedì sera in diretta su RaiTre davanti al gotha dell'editoria italiana messo a sedere e distanziato dalla pandemia. Al secondo posto Donatella Di Pietrantonio con Borgo Sud (Einaudi), 135 voti e al terzo Edith Bruck, vincitrice del Premio Strega Giovani 2021, con Il pane perduto (La Nave di Teseo), 123 voti. Al quarto posto Giulia Caminito con L'acqua del lago non è mai dolce (Bompiani), 78 voti e al quinto Andrea Bajani con Il libro delle case (Feltrinelli), 66 voti. Se la notizia di questo primato era così scontata che l'attenzione mediatica va a Trevi icona fashion, ci sono alcune eventualità da sottolineare. La più rilevante è che Neri Pozza porta a casa il liquore per la prima volta nella sua storia, che è lunga assai: la casa editrice è piccina ma ha trionfato su quattro brand colossali rispetto alle sue forze con uno scrittore, classe 1964, che ha cambiato oltre dieci marchi prima di approdare a quello veneto. Una delle dichiarazioni di Trevi dal podio spiega la seconda sottolineatura da fare, ovvero che il premio a Due vite, rievocazione di due scrittori scomparsi, Pia Pera e Rocco Carbone, dimostra «l'affermazione di un genere letterario che non è il romanzo nel senso puro in cui lo intendiamo, una scrittura più mista, fatta di elementi saggistici, rievocativi, di descrizione di luoghi» (parole di Trevi).

Doppia dedica dello scrittore: alla «madre che è mancata durante questo periodo infernale della storia umana. Mi dispiace moltissimo perché l'altra volta era rimasta malissimo che avevo perso». Nel 2012, Trevi era stato battuto per soli due voti da Alessandro Piperno. Oltre alla madre, il premio è dedicato «a un amico, una persona molto familiare al Premio Strega che è un grande fotografo amico di Hemingway: Lorenzo Capellini che vive un momento di difficoltà e che mi è stato vicino fino a qualche giorno fa, nel pieno di questa avventura. Ora è in ospedale».

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