Asprilla: "Un narcotrafficante mi chiese il permesso per uccidere Chilavert"

Asprilla ha svelato un episodio avvenuto nel 1997 al termine di Paraguay-Colombia, dopo un litigio con Chilavert: "Mi dissero che volevano il mio permesso per ucciderlo e gli dissi no"

Faustino Asprilla, ex attaccante colombiano che proprio tre giorni fa ha compiuto 50 anni, ha lasciato il segno in Italia nel Parma allenato da Nevio Scala. L'ex giocatore del Newcastle, infatti, con i ducali conquistò una Coppa Uefa, una coppa delle Coppe e una Supercoppa Uefa, mentre nel 1998 alla sua seconda esperienza a Parma vinse ancora due titoli, una Coppa Italia e un'altra Coppa Uefa questa volta con Alberto Malesani in panchina.

Asprilla nei suoi anni a Parma ha giocato 141 presenze e ha realizzato 39 gol complessivi, non molti per una punta ma la sua velocità, i suoi assist e anche il suo carattere molto particolare rimarranno per sempre impressi nelle menti dei tanti tifosi del club ducale. L'ex di Atletico Nacional, Estudiantes, Palmeiras e Fluminense ne ha combinate di ogni sia in campo che fuori dal rettangolo di gioco.

Nel gennario del 1995, ad esempio, fu fermato con due pistole in auto e dovette scontare sette mesi di carcere con la condizionale, mentre nel 2008 venne arrestato per aver sparato con una mitragliatrice contro le forze di sicurezza. Asprilla ha sempre avuto un carattere fumantino anche in campo e in molti ricordano la sua espulsione avvenuta con la nazionale colombiana il 2 aprile del 1997 durante una partita di qualificazione al Mondiale del 1998 in Francia. I Cafeteros giocano in trasferta contro il Paraguay che si impone per 2-1 e poco prima del termine del match Faustino litiga con il portiere avversario Chilavert, colpendolo in bocca dopo aver ricevuto uno sputo, ed entrambi vengono espulsi.

Negli spogliatoi la rissa continua con José Luis Chilavert che colpisce con un pugno in pieno volto Asprilla che a distanza di oltre 22 anni ha ricordato quell'episodio durante un'intervista ai microfoni di Telepacifico. L'ex attaccante del Parma, però, ha fatto di più raccontando per filo e per segno quanto avvenuto al termine del match: "Non appena l’incontro finisce ricevo una telefonata e qualcuno mi dice: ‘Sono Julio Fierro, puoi venire qui al mio hotel?’. Sono arrivato e quell’uomo era con altre dieci persone, tutte ubriache e accompagnate da donne paraguaiane". Fierro, per la cronaca, era un narcotrafficante colombiano, uno degli uomini di Pablo Escobar.

Asprilla continua entrando nei particolari e raccontando qualcosa di agghiacciante: "Sono andato lì con il mio compagno Aristizábal e ci hanno detto: ‘Abbiamo bisogno che tu dia l’autorizzazione perché questi due uomini rimarranno qui ad Asunción, vogliono uccidere quel ciccione di Chilavert". Fortunatamente Asprilla ha fermato il narcotrafficante affermando:"Ma sei pazzo? Quel che succede in campo finisce in campo. Finisce lì".

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