Roba da mal di pancia a Melbourne, con un sole neanche caldissimo e pure un po' di vento. Sembra un'epidemia, tra tensione per l'inizio e un virus che gira tra i campi degli Australian Open, e d'altronde basta guardare la fatica di Lorenzo Musetti per recuperare un set a Collignon esplodendo con un "Fai schifo!". Vincerà in quattro ammettendo "ero bloccato dall'emozione", e d'altronde la classifica live del ranking spiega tutto: Musetti è addirittura terzo e gli basterà (si fa per dire) fare meglio di Zverev e Djokovic per confermarsi a fine torneo. Solo che al secondo turno avrà contro Sonego, amico e compagno di doppio (e di vittoria ad Hong Kong), e qui ci si gioca i sentimenti: Gli auguro il meglio, ma non troppo.... Da qualunque parte la si veda, insomma, crampi allo stomaco assicurati.
Gli stessi che (per altro motivo) hanno colpito Luciano Darderi dopo Flavio Cobolli. Solo che rispetto alla disavventura del romano l'esito è stato diverso (vittoria), seppur quasi grottesco. Avanti di due set contro Garin, nel terzo urge una pausa toilette che il regolamento non ammette: "Avrei dovuto sbrigarmi in un minuto". Fortuna sua però che arriva un medical timeout dell'avversario, e dunque corsa liberatoria, successo al tie break e nuova fuga dopo una veloce stretta di mano finale. Quasi comico ma vero. E l'epidemia? Chiedetelo al francese Gaston, e qui si parla di Sinner all'esordio: finisce per ritiro sul 6-2, 6-1 per Jannik, e il malessere maggiore è per il colore della divisa che lo sponsor ha voluto infliggergli, un giallo-marroncino che dice tutto già così.
"L'anno prossimo voglio avere voce in capitolo" aveva (quasi) scherzato Sinner alla vigilia, "dispiace vincere così" ha aggiunto ieri. Parlava della partita s'intende, ma i tifosi - sui social intanto scrivevano la stessa cosa. Su come lo vestono.