Balotelli amaro: "Da bambino non mi facevano giocare a calcio perché nero"

Balotelli ha raccontato della sua difficile infanzia da bambino nero in Italia: "Ciao ragazzi, giochiamo?". "No, Mario: tu no". "Ma ho fatto i compiti...". "No, Mario: sei nero". Ero nero, quindi ai loro occhi diverso..."

Balotelli amaro: "Da bambino non mi facevano giocare a calcio perché nero"

Mario Balotelli l'ha sempre affermato:"Di certo, fossi stato bianco avrei avuto meno problemi". Supermario à tornato in nazionale dopo quattro anni dall'ultima volta per volere del suo grande mentore Roberto Mancini ma nel post partita, su Instagram, ha voluto rispondere ad uno striscione razzista apparso sugli spalti durante l'amichevole tra Italia e Arabia Saudita in Svizzera, a San Gallo: "Il mio capitano è di sangue italiano". La risposta di Supermario è stata veemente e indispettita: "Siamo nel 2018 basta ragazzi! Svegliatevi! Per favore".

Mario Balotelli ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha raccontato alcuni spiacevoli episodi a sfondo razziale avvenuti in gioventù: "A scuola capitava che sparisse qualche merendina dai banchi e pensavano subito fossi stato io, senza indagare. Ma c' è un episodio che non dimenticherò mai: le lacrime non smettevano più di scendere. Avevo fatto tutti i compiti a casa. Sapevo che la mamma mi avrebbe poi permesso di uscire per andare a giocare a calcio... "Ciao ragazzi, giochiamo?". "No, Mario: tu no". "Ma ho fatto i compiti...". "No, Mario: sei nero". Ero nero, quindi ai loro occhi diverso... Credevo non mi volessero perché già allora ero esuberante. Poi purtroppo con il passare degli anni ho scoperto la verità".

L'ex attaccante di Inter e Milan ha però anche raccontato di alcune lettere ricevute da tanti ragazzini che lo vedono come idolo per non aver mai abbassato la testa davanti agli episodi di razzismo. Balotelli ha poi parlato del fenomeno razzismo esteso alle nuove generazioni: "Non sono sicuro che l' atteggiamento della gente sia migliorato. Ci sono molte più persone di colore e quindi, anche se si tenta di accoglierle e di accettarle tutte, non credo si riesca fino in fondo a farlo. Il Medioevo è finito, è ora che se ne accorgano tutti. Il cambiamento è in mano alle nuove generazioni; ai nostri figli bisogna insegnare che siamo tutti uguali... Dovrebbe essere scontato, quasi banale, ma non lo è".

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