Sacchi racconta Baresi: "Chi è davvero Franco" ​E sulla finale Usa '94...

In esclusiva per ilgiornale.it Arrigo Sacchi ha voluto fare gli auguri a Franco Baresi ricordando la sua figura come uomo e calciatore: "Esempio in campo e fuori"

Sacchi racconta Baresi: "Chi è davvero Franco" ​E sulla finale Usa '94...

Franco Baresi compie oggi 60 anni. L’ex difensore del Milan, bandiera storica del club rossonero è considerato da tutti uno dei più forti difensori italiani della storia del calcio con Gaetano Scirea, Giacinto Facchetti, Paolo Maldini. Baresi fu soprannominato fin da giovane “Piscinin” e in seguito Kaiser Franz in onore al grande difensore tedesco Franz Beckenbauer.

Scartato dall’Inter per le sue caratteristiche fisiche, approda al Milan all’età di 14 anni, nel 1974, e dopo tre anni nelle giovanili fa il suo esordio in Serie A nella stagione 1977-78, all’età di 17 anni e 350 giorni. In quell’annata Baresi mette insieme solo tre presenze ed è nella stagione successiva che spicca il volo. Da quel momento in poi disputa altre 19 stagioni da protagonista, di cui 15 da capitano, sempre con la maglia del Milan, 17 anni in Serie A e due in Serie B.

Baresi chiude la sua carriera all’età di 37 anni con 719 partite disputate e 33 reti segnate. L’ex fuoriclasse del Milan e del calcio italiano mette in bacheca sei scudetti, quattro Supercoppe Italiane, tre Champions League, una Mitropa Cup, due Coppe Intercontinentali e tre Supercoppe Europee. Con la maglia della nazionale, invece, mette insieme 81 presenze e una rete in 12 anni dal 1982 al 1994 vincendo il titolo mondiale in Spagna nell’82 e perdendo amaramente ai calci di rigore, di cui uno da lui fallito, ad Usa 94.

Baresi è attualmente il brand ambassador del Milan e da ben 46 anni ha legato la sua immagine ai colori rossoneri e al club di via Aldo Rossi. In esclusiva per ilgiornale.it, chi lo conosce bene come Arrigo Sacchi suo allenatore per ben dieci anni tra Milan e nazionale italiana ha voluto dedicargli degli auguri speciali ricordando i tempi passati insieme:

Sacchi, oggi è il compleanno di uno dei suoi calciatori prediletti, Franco Baresi:

“E allora voglio fargli tantissimi auguri. Anzi, i migliori auguri di sempre”

Ci racconta qualcosa del calciatore e dell’uomo?

“Lui è stato uno straordinario protagonista di quel grande Milan non solo per le qualità tecniche ma anche per quella umane e professionali. Aveva una grinta incredibile, era un esempio straordinario per tutto il gruppo. Parlava poco ma pesava tanto nello spogliatoio. Ha aiutato il club a vincere diversi titoli e sono felice del fatto che ne abbia messi in bacheca anche altri di riconoscimenti, anche extracampo”.

Può affermare che sia uno dei più grandi difensori mai allenati?

“Dico di più: per me è stato il più grande difensore italiano e gli sarò per sempre molto riconoscente per quello che mi ha dato come atleta e come uomo. Davvero, per me è stato un vero piacere allenarlo e sono felice di aver contribuito alla sua maturazione con la maglia del Milan”.

Che difensore era Baresi?

“Fisicamente era straordinario, era intelligente tatticamente, aveva senso della posizione e queste caratteristiche le ha sempre avute. Era anche un grande organizzatore di gioco e tutti intorno a lui lo ammiravano, i compagni erano più tranquilli sapendo che potevano contare su un difensore come lui e gli attaccanti lo temevano”.

Lei l’ha anche allenato con la maglia della nazionale dove ci sono ricordi belli e brutti:

“Io l’ho allenato per 10 anni e anche lì in nazionale dimostrò il suo grande attaccamento alla causa”

Che cosa intende dire?

“Baresi era il capitano a Usa 94 ma si fece male contro la Norvegia, nella fase a gironi. Il Milan voleva tornasse alla base ma lui decise di restare lì con noi. Fu operato e io gli dissi che l’avremmo aspettato fino alla finale ma che prima dovevamo raggiungerla e così abbiamo fatto. In soli 25 giorni recuperò dall’infortunio e giocò da titolare con la fascia al braccio contro il Brasile giocando una partita eccellente”.

Purtroppo per l’Italia, per lei e per Baresi quella finale ad Usa 94 fu amara per la nostra nazionale, che ricordi ha di quella partita?

“Io penso che quando una squadra ha dato tutto e quella nazionale diede tutto, non c’è errore dal dischetto che tenga. Quando in Italia attraverso i giornali e la cultura si capirà che questa è la cosa più importante sarà sempre troppo tardi purtroppo".

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