Basta la zampata di Lukaku. Inter, Pasqua da scudetto.

A Bologna decide il belga: nerazurri a più 8 e con il Sassuolo il vantaggio può andare in doppia cifra.

Basta la zampata di Lukaku. Inter, Pasqua da scudetto.

Gli altri frenano, l'Inter accelera: vince a Bologna (0-1) allunga a 9 la striscia di successi consecutivi, ma soprattutto porta a 8 i punti di vantaggio sul Milan secondo. Potenzialmente sono 11, considerando il recupero di mercoledì col Sassuolo. Pasqua è nerazzurra: nessuna sorpresa, due terzi di scudetto sono di Conte. Il countdown può continuare: mancano 10 partite alla fine, ma la festa arriverà prima.
Mezzora a colpi di fioretto, punture di spillo che non fanno male e quasi annoiano, prima della randellata che spacca la partita. Combinazione vincente sulla fascia sinistra: Young anticipa Tomiyasu (già infortunato, uscirà subito dopo), Bastoni aggira Skov Olsen e come da manuale irrompe Lukaku, travolgendo tutti. Colpisce di testa, Ravaglia respinge sul palo, da lì il facile tap-in per lo zero a uno. E così, l'ennesima serata che poteva diventare difficile, viene ancora una volta semplificata alla prima occasione utile.
La macchina nerazzurra è rodata, non serve alzare troppo il ritmo per vincere partite come questa. C'è un copione studiato e conosciuto e ci sono interpreti diligenti ed efficaci. Non bastassero i gol di Lukaku (già 20 in campionato), molto può chiarire il ruolo di Martinez, che all'ottima cifra offensiva somma un lavoro difensivo per nulla oscuro, ma evidente ed essenziale per gli equilibri e il rendimento della squadra. E anche questo va annoverato tra i meriti di Conte.
Rispetto alla formazione tipo, ormai filastrocca da recitare a memoria come si deve fare con le squadre scudetto, mancano De Vrij (in panchina) e Perisic (a Milano). Ranocchia non corre mai rischi, nonostante la ruggine di un inverno in panchina, Barrow è minaccia proprio pallida. Young è ciò che si conosce, in fin dei conti è stato titolare fino a 2 mesi fa. Mercoledì mancheranno Bastoni e Brozovic, diffidati da mesi e ammoniti nel finale: turnover già scritto.
Benino anche Eriksen, che non incanta mai, ma c'è e si sente. L'alternanza in partita con Brozovic al comando della squadra, toglie riferimenti a mezzo Bologna e libera spesso corridoi importanti sulle corsie laterali. Nonostante ciò, sarà il primo a uscire (per Gagliardini): come a ricordagli che non s'illuda di avercela fatta.
In avvio di ripresa, il palo nega a Martinez un gol bello e importante, che spegnerebbe gli ardori del Bologna, tornato in campo con più ritmo e velleità di quelle con cui l'aveva lasciato. Appena entrato, Svanberg ha l'occasione migliore per pareggiare, ma all'errore in disimpegno di Skriniar ne sovrappone uno più grande, calciando alle stelle davanti ad Handanovic (25' st). Conte concede il debutto stagionale a Vecino e soprattutto si regala 20 minuti di Sanchez, rinunciando a Martinez e non a Lukaku reduce dalla Nazionale, e il cileno dà alla partita la solita scossa, pur senza trovare il gol. Gamba e tecnica ideali per alzare la squadra e chiudere la sfida con lo scarto minimo. Senza le Coppe e senza infortuni, 3 attaccanti così forti bastano e valgono lo scudetto.

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