C'è l'antivirus dei playoff nel piano di emergenza per salvare il campionato

Tommasi pensa alle busta paga dei calciatori per evitare le trattenute. I riposi via d'uscita

Il piano d'emergenza del calcio italiano è pronto. È stato preparato nelle sue diverse ipotesi ieri durante il consiglio federale celebrato via telefono. Solo due, oltre al presidente Gravina, i presenti negli uffici romani: Francesco Ghirelli della Lega-pro e Claudio Lotito della Lazio. Scontata l'adesione iniziale e convinta al diktat del Governo e cioè allo stop previsto per i diversi campionati fino al 3 aprile. Aperte solo le finestre rappresentate dalle sfide europee mentre sono in corso trattative serrate tra l'Uefa e il governo spagnolo per consentire la disputa, a porte chiuse, capitolo Europa league, di Inter-Getafe e Siviglia-Roma con deroghe alla chiusura dei voli da e per l'Italia decisa dalla Spagna. Al sicuro invece è rimasto il ritorno dell'Atalanta che si è mossa con un charter da Bergamo per volare e tornare da Valencia. Ancora più complessa la trattativa con Ceferin, presidente del calcio europeo, per preparare la soluzione più complessa e cioè l'eventualità di far slittare l'europeo o di qualche giorno nel caso di ripresa dopo il 3 aprile, oppure addirittura all'estate del 2021 (periodo non occupato dal calendario calcistico internazionale) per consentire ai campionati nazionali un maggior margine di tempo per recuperare i turni sospesi. A proposito di Nazionale ieri il governo tedesco ha disposto che l'amichevole Germania-Italia si disputi a porte chiuse.

Nel bel mezzo del dibattito telefonico, è spuntata la richiesta, invero stravagante, dell'asso-calciatori esposta da Tommasi, il presidente, il quale ha chiesto di stabilire che l'attuale sospensione venga considerata ferie per i calciatori (soprattutto pensando a quelli al minimo salariale). Stupefacente la spiegazione: evitare così le trattenute sugli stipendi dei suoi associati. Lotito si è subito opposto, anche se poi il suo allenatore, Simone Inzaghi, per evitare dissidi interni, ha proclamato un riposo fino a domenica. Così si sono comportati gli altri a cominciare dal Milan per finire a Fiorentina, Cagliari, cioè squadre non coinvolte nei turni delle coppe. Perciò anche quella mina è stata disinnescata.

LE 4 IPOTESI Sul tavolo sono rimaste valide alcune ipotesi di soluzione finale destinate a diventare argomento di discussione presso le singole leghe. Quella di serie A ha già convocato sul tema due assemblee, una fissata per il 12 marzo, giovedì, e l'altra il 16 marzo, lunedì prossimo, al fine di stabilire una linea comune sulle scelte da proporre a Gravina. Le altre leghe, serie B e serie C, non avendo ostacoli lungo il calendario, possono sforare la scadenza canonica e concludere anche a giugno i rispettivi tornei. Il consiglio federale, abilitato a mettere il timbro di ceralacca, è già fissato per il 23 marzo prossimo. Ecco allora le ipotesi sul tavolo: a) nel caso si torni a giocare dopo il 3 aprile (meno probabile a giudicare dai pronostici della comunità scientifica, ndr) si chiede all'Uefa di far slittare fino al 31 maggio la conclusione del torneo per completare il campionato utilizzando anche le due date a disposizione delle nazionali che sarebbero così sacrificate con buona pace del ct Mancini e dei suoi colleghi; b) nel caso si vada, con il fermo del calcio, oltre il 3 aprile, senza lo slittamento dell'europeo, e quindi nell'impossibilità di recuperare tutte le giornate perse, si potrebbe procedere alla non assegnazione dello scudetto con la comunicazione all'Uefa delle squadre nel frattempo classificate per le coppe europee, replicando il famoso schema adottato da Sergio Rossi, commissario straordinario, all'epoca di calciopoli; c) nel caso d'impossibilità di completare regolarmente il campionato, l'altra soluzione allo studio può essere quella di introdurre i play-off con le squadre che occupano i primi posti della classifica in modo da assegnare poi lo scudetto e le altre piazze per le coppe. Identica la soluzione, spazio ai play-out cioè, per le 3 recessioni in B. Di sicuro non c'è nessuna possibilità che si prenda in considerazione come hanno sotto sotto richiesto alcuni club l'idea di allargare la serie A a 22 squadre. Infine l'ultima: d) nell'eventualità di prolungato stop e impossibilità a completare, si farà la fotografia dell'attuale classifica. Il presidente federale Gravina ha spiegato: «Sarebbe mortificante non assegnare lo scudetto. In alternativa ho lanciato i playoff tra le prime 4».

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