Carriço a Wuhan. Sfida il virus per i soldi ma dà speranza

Carriço a Wuhan. Sfida il virus per i soldi ma dà speranza

Sarà pur vero che dove non c'è pericolo non c'è gloria, e lo raccontano Ovidio, Corneille, Shakespeare, solo l'imbarazzo della scelta, ma se poi passato il pericolo, gabbato lo santo (e intascato il montepremi)? A questa conclusione sarà probabilmente arrivato Daniel Carriço, difensore portoghese di Cascais, glorificato dal calcio spagnolo per aver giocato 167 partite (7 gol) nel Siviglia con discreta incetta di successi dal 2013: tre Europa league. Anzi è diventato il recordman di presenze della competizione. Ora il 31enne Daniel Filipe Martins, appunto Carriço, ha deciso di andare a conoscere il football cinese e non ci sarebbe nulla di strano se, in questo momento, la Cina, e soprattutto Wuhan, non fossero sotto il tiro del Coronavirus. Ecco, appunto a Wuhan, nel Wuhan Zall, andrà a giocare il difensore-centrocampista.

A qualcuno vengono i sudori soltanto a sentir parlare della città che ha scatenato l'epidemia mondiale. Invece il tipo, che gli spagnoli acclamano come il Comandante, senza dubbio alcuno ha deciso di infilarsi dentro l'inferno che non è proprio come giocare una partita nel tifo infernale del Sanchez Pizjuan, lo stadio di Siviglia. Il profumo dei milioni a palate (al club andranno due milioni) talvolta è inebriante, talaltra inebetente. Chissà quale sarà l'effetto che ha convinto il giocatore? In Cina stanno prendendo tempo, il campionato rinviato, alcune squadre si allenano in Europa ed aspettano momenti migliori per tornare. Carriço si è premunito ottenendo di trasferirsi solo quando inizierà la Superliga e, probabilmente, il virus sarà stato ridotto a più miti effetti: dunque il tipo non è totalmente incosciente. Però al disprezzo di chi dice davanti al denaro non c'è barriera e neppure timore, perché non accomunare un pensiero molto più positivo: anche in Cina, e a Wuhan in particolare, la vita deve ricominciare. L'idea del Comandante è un grido di battaglia, una sfida al destino, l'invito a crederci davvero che la vita ricomincerà. Non significa essere buonisti o soltanto arraffa denaro, significa credere in un tempo migliore.