Caso Floyd, lo sfogo di Hamilton: ''F1 dominata dai bianchi...''

Il pilota britannico punta l’incide contro i vertici della F1 per il loro silenzio sull'omicidio Floyd a Minneapolis

Caso Floyd, lo sfogo di Hamilton: ''F1 dominata dai bianchi...''

"Dalla Formula Uno nessun segnale, mondo dominato dai bianchi", Lewis Hamilton esprime così il proprio disappunto per il silenzio del mondo a quattro ruote sulla vicenda di George Floyd, l'uomo ucciso da un agente a Minneapolis.

Dilaga la protesta, anche nel mondo dello sport, per la morte di George Floyd, 46enne afroamericano morto soffocato dal poliziotto Derek Chauvin a Minneapolis. A prendere posizione nelle ultime ore è Lewis Hamilton, campione del mondo in carica di F1, che critica anche i colleghi e il silenzio del circus sul grave fatto avvenuto negli Stati Uniti. "Dalla F1 nessun segnale, il mio è uno sport dominato dai bianchi - l'accusa lanciata sui social dal pilota britannico d'origine caraibica - Vedo quelli di voi che stanno zitti. Alcuni sono anche molto famosi ma preferiscono tacere dinanzi a questa ingiustizia. Io sono uno dei pochi di colore in questo mondo e sono solo. Avrei potuto pensare che avresti capito perché questo accadesse e che avresti detto qualcosa al riguardo, ma non puoi stare al nostro fianco. Solo ora so chi sei e ti vedo".

Tuttavia il mondo dei motori ha risposto con tacita indifferenza. E al pilota inglese, proprio non va a genio l'idea che si possa tacere dinanzi ad ingiustizie simili. "Questo è il mondo in cui viviamo, chi pagherà per quanto accaduto?", disse poco dopo aver appreso la notizia, sconvolto da quel filmato. Questa volta rincara la dose, rilanciando un messaggio chiaro: il potere esercitato dai "bianchi" in F1 è tale che di un episodio del genere non si deve parlare. Il pilota della Mercedes ricorda di essere ''l’unico di colore lì e sono solo'', e pur prendendo le distanze dalle violenze consumate durante le manifestazioni, sostiene ''coloro i quali stanno protestando in modo pacifico. Ma non può esserci pace se i nostri cosiddetti leader non fanno dei cambiamenti, non solo in America ma anche nel Regno Unito, in Spagna, in Italia, dovunque. Il modo in cui vengono trattate le minoranze deve cambiare: non siamo nati con i cuori pieni di razzismo e odio, ci sono stati trasmessi da quelli a cui guardiamo con ammirazione''.

Dopo le sue parole, sono arrivate immediate le reazioni degli altri piloti. Charles Leclerc, pur ribadendo il disagio di intervenire via social su certi temi, scrive di faticare a trovare le parole "per descrivere l’atrocità di alcuni video che ho visto. Il razzismo va combattuto con le azioni, non col silenzio. E’ nostra responsabilità parlare contro le ingiustizie. Non restiamo in silenzio". Anche Daniel Ricciardo si è schierato, definendo la morte di Floyd "una disgrazia". "Il razzismo è tossico e va affrontato non con la violenza o col silenzio ma con unità e azioni", ha scritto l’australiano. E altri piloti come Lando Norris, Sergio Perez e Nicholas Latifi hanno approfittato dei social per rispondere all’appello di Hamilton. Insomma meglio tardi che mai.

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