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Inter e Bastoni, né scuse né pena

Champions, stasera il Bodo sull'insidioso campo sintetico. Ma tengono banco i veleni post derby d'Italia. Paga l'unico che non ha fatto nulla: Kalulu squalificato (Chiellini e Comolli inibiti)

Inter e Bastoni, né scuse né pena
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L'ombra lunga del derby d'Italia arriva anche a Bodo, estremo angolo settentrionale di Norvegia, dove stasera l'Inter gioca l'andata dello spareggio per entrare negli ottavi di Champions League, traguardo minimo per chi ha disputato 2 finali nelle ultime 3 edizioni del torneo.

La ribalta europea è l'occasione per Bastoni per tornare in campo ("sarò il solito, la vicenda non mi ha segnato più di tanto"), ma soprattutto per dire finalmente la sua: "Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo e capire le differenze rispetto a quello che ho vissuto io. Ho sentito un contatto col braccio, rivedendolo è stato accentuato. Mi dispiace di più per il comportamento successivo. Un essere umano ha il diritto di sbagliare, ma anche il dovere di riconoscere il suo errore". Per lui finisce qui, per Chivu, attaccato da Spalletti, sarebbe già finita sabato. "Hanno parlato in troppi. Resto su quello che ho detto dopo la partita. Quello che ho visto per me è anche la realtà". Tutta colpa di Kalulu, quindi. E del resto, nessuno gli ha mai chiesto scusa. Non Marotta lunedì, non Bastoni ieri. Espulso e squalificato Kalulu, che al momento è l'unico che paga, senza avere fatto nulla (Comolli e Chiellini inibiti). La gogna mediatica è invece la pena di Bastoni. "Ma noi calciatori siamo abituati, mi spiace di più per l'arbitro La Penna", dice il difensore nerazzurro.

La partita vale molto, non solo soldi. Inter favorita netta per la qualificazione, ma per Chivu sarebbe importante conquistarne i presupposti già stasera. Il Bodo Glimt è avversario serio, però non esageriamo. Nelle ultime 2 partite del girone ha battuto il City in casa e l'Atletico Madrid in trasferta, ma prima aveva perso 3 volte, fra l'altro anche con la Juventus e sul proprio temuto prato sintetico. Ha perso anche il campionato nazionale finito a novembre (il prossimo comincia a metà marzo) e poco c'entra con la Norvegia che ha costretto l'Italia a un altro spareggio e le cui stelle giocano all'estero. Qui i migliori sono l'ex milanista Hauge (4 gol nella prima fase) e l'altro attaccante Hoeg, danese (e non nazionale).

L'insidia extra sta nel meteo: niente neve, ma per oggi le previsioni danno la temperatura mai sopra lo zero e abbondantemente sotto per l'ora della partita. Più il terreno, un sintetico definito di vecchia generazione, che l'Inter ha preferito testare nell'allenamento del tardo pomeriggio, anziché come da tradizione alla Pinetina, prima della partenza. Al ritorno, il disagio di rimbalzi del pallone e cambi di direzione differenti sarà evidentemente dei norvegesi.

Il rischio vero, sommando la temperatura al campo, sono gli infortuni, soprattutto in prospettiva campionato, anche perché si è di nuovo fermato Calhanoglu, rientrato contro la Juventus, ma lì bloccato da un problema muscolare. Non è volato in Norvegia e come lui Frattesi, febbricitante. La sintesi di Chivu: "Deciderò la formazione solo poco prima della partita, senza pensare alla prossima col Lecce".

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