Chiesa senza fede... viola Ma il blitz di Commisso gliela fa ritrovare. Forse

Dopo mesi di gelo, ieri l'incontro. Pesano il treno Juve perso in estate e la paura di un caso Scuffet

Firenze Prove tecniche di distensione perché Firenze da oasi di serenità stava trasformandosi in una polveriera, con la miccia innescata dal caso Chiesa. Ci ha pensato Rocco Commisso con il suo arrivo a Firenze - ieri mattina intorno alle 10 - a sbloccare una situazione ormai bloccata in una palude. All'hotel Excelsior, nel cuore della città, è andato in scena un summit con i colonnelli di Rocco, il direttore Barone e il diesse Pradè, seduti al tavolo insieme a Enrico, padre di Federico, ed ex grande attaccante del calcio italiano. Alla fine volti sereni e dichiarazioni che hanno lasciato trasparire positività e voglia di dialogare. La sensazione è che adesso tutte le opzioni siano sul tavolo, anche la possibilità di rinnovare il contratto (scadenza 2022). In caso contrario a giugno sarà presa una decisione definitiva, con Juventus e Inter sempre in agguato. È stato lo stesso Pradè a regalare un raggio di sole in un giorno dal cielo gonfio di pioggia: «Abbiamo avuto un'apertura su un possibile rinnovo».

Notizia confermata dagli spifferi filtrati dall'entourage del giocatore: si è capito, infatti, che l'incontro è stato davvero sereno e le parti hanno convenuto che il primo punto doveva essere il recupero immediato della condizione fisica: Federico ha un'infiammazione all'adduttore che si trascina da un po' di tempo. Saranno le prossime settimane a dettare, invece, l'agenda di un possibile nuovo contratto o di una cessione gestita a tavolino dopo il gelo di mesi e mesi. Ufficialmente, infatti, Enrico Chiesa e i vertici viola non si erano mai incontrati, mentre Federico nella tournée Usa di luglio aveva avuto uno scontro con Joe Barone perché non voleva scendere dal pullman, in vista di un evento nel quale sarebbero state presentate le nuove maglie. Dopo quel duro faccia a faccia con Chiesa junior il quadro dei rapporti aveva subìto un duro colpo.

Prima di Pradè ha parlato brevemente anche il presidente Commisso con un chiaro riferimento al collettivo: «Non ho assistito alla riunione con il babbo di Federico, ma uno di questi giorni parlerò pure io con Enrico. Lui sa quanto sia importante suo figlio per tutti noi. Non c'è mai stata una critica però siamo una squadra e la squadra deve giocare insieme perché è importante per la città e per i tifosi».

Torniamo a Pradè (che nell'occasione ha annunciato anche il rinnovo del contratto al giovane difensore Ranieri): «Abbiamo avuto un incontro con Enrico Chiesa che era stato già fissato ed è risultato positivo. C'è voglia di dialogare e questa è la cosa importante. Federico ha ancora un contratto lungo, quindi non abbiamo fretta. L'importante ora è che Chiesa stia bene e che ci faccia vincere le partite. Ci sarà il momento giusto in cui parlerà anche Federico. Ora siamo in difficoltà dopo due sconfitte consecutive e serve che lui faccia gol non che parli».

Prima dell'arrivo di Commisso il giocatore aveva scelto il corteggiamento della Juventus - contratto di 5 anni a 5 milione netti all'anno più uno di bonus a stagione -, ma poi tutto era tramontato. Come un treno passato e non preso. Vicenda che in qualche modo ha ricordato quella di Scuffet che qualche anno fa, e per altri motivi, aveva perso il treno decisivo diretto a Madrid, stazione dell'Atletico. A Pradè, poi, è stato chiesto anche di un input arrivato dalla proprietà viola riguardante un «niet» alla cessione alla Juventus: «Questo input non mi è stato detto. Ma sento di ribadire che con Federico non si è mai parlato di una cessione a gennaio, mentre abbiamo affrontato anche il tema del futuro». Prove tecniche di pace, i fiorentini ci sperano, ma la strada è lunga.

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