Garcia e Allegri: chi perde rischia di sentirsi perduto

La corsa allo scudetto ricomincia domani pomeriggio con un Roma-Juve schiacciato dal peso della prima giornata negativa per entrambe, che toglie bollicine ai due spogliatoi e moltiplica l'ansia dei tifosi

Garcia e Allegri: chi perde rischia di sentirsi perduto

Di sicuro è colpa di quell'inizio choccante per entrambe, il pari che non t'aspetti a Verona, la sconfitta "storica" con l'Udinese al debutto domestico. Forse c'è di mezzo anche il sorteggio della Champions che ha cancellato le sicurezze coltivate fino a qualche giorno prima per trasformarle d'improvviso in panico, eccessivo bisogna aggiungere. La corsa allo scudetto ricomincia domani pomeriggio con un Roma-Juve schiacciato dal peso di questi due eventi che tolgono bollicine ai due spogliatoi e moltiplicano l'ansia dei tifosi.

Il primo punto da stabilire è il seguente: non verrà fuori il vincitore del torneo dal confronto dell'Olimpico. E non soltanto perché al secondo appuntamento del campionato è impensabile che si possano emettere sentenze definitive. Semmai è possibile indovinare qualche aspetto del futuro di entrambe. E per esempio se la Juve di Allegri, senza i suoi tre tenori che rappresentano ormai il passato, può trovare dentro il suo dna quelle risorse di natura temperamentale per tirarsi fuori dalle secche dello zero in classifica che fa solo un effetto visivo. Qui non solo Allegri è decisivo con le sue scelte (Padoin centrale criticatissimo: ma scusate, chi altri al suo posto in assenza di specialisti?), col lavoro nel frattempo realizzato, ma anche e soprattutto il gruppo storico dei guerrieri può e deve offrire una plastica dimostrazione che uno scivolone è possibile ma poi è capace di rimettere il treno bianconero sul binario giusto in attesa che si completi il mercato e che Marchisio e Khedira riacquistino la migliore salute. La Juve e il suo tecnico hanno pagato il prezzo, salatissimo, alla preparazione della supercoppa d'Italia. Accadde lo stesso scenario con il Milan al ritorno da Pechino 2011 dopo aver vinto il derby con l'Inter di Gasperini: per un po' di mesi ci fu una collezione impressionante di crac muscolari.

A Roma, il circuito radiofonico e gran parte del tifo giallorosso, hanno già "battezzato" il capro espiatorio: il soldato Garcia. E questo clima può diventare il peggior nemico nell'appuntamento delicatissimo di domani. E trasformare talune inevitabili carenze, di condizione e anche d'intesa, dentro un blocco di squadra appena rimpolpato da qualche inserimento, in un deficit della panchina invece che in un problema risolvibile con il lavoro e la pazienza. Certo chi perde potrebbe finire per sentirsi perduto, prim'ancora di cominciare. E proprio allora capiremo chi è pronto per tornare a vincere e chi no.

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