Conte: "Ritorno in Serie A? Mai dire mai"

Antonio Conte ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione della premiazione della Panchina d'Oro 2018: "Ecco perché ho detto no al Real"

Conte: "Ritorno in Serie A? Mai dire mai"

Alla premiazione della Panchina d'Oro 2018 c'era anche Antonio Conte, il quale ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla Nazionale Italia, sul suo futuro e tanto altro. Ha fatto sicuramente scalpore il suo mancato approdo sulla panchina del Real Madrid: "Credo che per un allenatore del mio livello sia meglio aspettare l’inizio di una nuova stagione e non prendere treni in corsa, come poteva essere quello del Real Madrid". Chi sa quale sarà il suo futuro: "Preferisco attendere giugno e poi iniziare un percorso con una nuova squadra. In questo momento non sento la necessità di tornare subito ad allenare e quindi rimango di questa idea, ma magari tra due mesi cambio idea e mi smentisco da solo (ride, ndr).

Non è da escludere, tra l'altro, che il leccese possa tornare ad allenare in Serie A: "Certo, anche perché da italiano per me è sempre un piacere stare in Italia. Poi il livello del nostro calcio sta crescendo, l’unico problema come detto è che la Juventus sta allargando troppo il divario con le altre. Di certo in Italia sto bene e mi piacerebbe tornare a lavorarci, senza trascurare ovviamente l’estero".

Nella testa, nelle parole e nel cuore del tecnico c'è anche la Nazionale: "Coverciano è stata casa mia nei due anni in cui ho fatto il commissario tecnico, per questo la ricordo sempre con grande affetto e grande commozione. Abbiamo fatto due anni bellissimi, molto intensi, soprattutto in quel mese durante l’Europeo. È rimasto molto affetto nei miei confronti anche perché evidentemente qualcosa abbiamo lasciato e siamo riusciti probabilmente a trasmettere emozione ed entusiasmo".

Su Mancini: "Credo che la Nazionale sia all'inizio di un nuovo percorso e che Roberto sia la persona giusta per cominciare questa strada. Vedo tanti giovani bravi, penso che nelle ultime due partite l’Italia abbia espresso un buon calcio con buona intensità, cose che lasciano ben sperare per il futuro. Dimenticare in fretta il passato, non si può mollare: "Bisogna avere un po’ di pazienza sapendo che parliamo sempre e comunque dell’Italia e che quando arrivano le competizioni che contano sappiamo sempre farci rispettare. La mancata qualificazione al Mondiale è stato un colpo duro, ma non bisogna guardare al passato bensì proiettarci in avanti per costruire qualcosa di bello ed evitare che ricapiti una cosa del genere".

Immancabile un commento sulla Juventus: "L’andamento della Juventus non mi fa particolare effetto anche perché quello dei bianconeri è solo il frutto del lavoro straordinario che la società, l’allenatore e i giocatori stanno facendo. Non mi sorprende per nulla, anzi è inevitabile che le altre squadre ora devono darsi una mossa e cercare di fare qualcosa in più perché il solco che i bianconeri hanno creato con le altre formazioni è nettissimo. Inevitabile, infine, anche un'osservazione sull'arrivo di Cristiano Ronaldo a Torino: "Nessun rimpianto che si arrivato solo ora alla Juventus. Nel mio periodo ho avuto giocatori fortissimi che mi hanno reso orgoglioso".

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