Coronavirus, Spadafora attacca: "La Serie A non si è fermata per motivi economici"

Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora è tornato a parlare del caos avvenuto domenica per quanto riguarda lo stop delle partite di Serie A per l'emergenza coronavirus: "Lo sport si è fermato in ritardo? Mi sembra un eufemismo"

In Italia si sta fermando tutto e anche lo sport ha dovuto adeguarsi dato che l'emergenza coronavirus si è fatta minacciosa in tutta la penisola. Nella giornata di domenica, a circa 10-15' dall'inizio del match del Tardini Parma-Spal, le squadre sono state richiamate negli spogliatoi dato che c'era il forte rischio che la partita fosse sospesa e così anche tutte le altre della 26esima giornata programmate tra le 15, 18 e 20:45 con il big match Juventus-Inter.

Governo e Aic spingevano per non scendere in campo con la Lega Serie A che ha invece tenuto duro spingendo per giocare le partite programmate tra domenica e lunedì. Nella giornata di ieri, però, il Coni ha preso in mano la situazione e con una riunione straordinaria ha così deciso di porre fine a tutti gli sport, campionato di Serie A compreso, fino al 3 aprile con il pieno appoggio del governo.

Polemiche infinite

Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, nella giornata di domenica, aveva attaccato la scelta di far disputare il campionato: "Condivido le dichiarazioni di Tommasi e mi unisco alla sua richiesta. Non ha senso in questo momento, mentre chiediamo enormi sacrifici ai cittadini per impedire la diffusione del contagio, mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici, dei tifosi che sicuramente si raduneranno per vedere le partite, solo per non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso".

A queste parole il numero uno delle Lega Serie A Paolo Dal Pino aveva risposto per le rime: "Le affermazioni del ministro Spadafora sono sbagliate nel merito e nella sostanza. Il ministro ignora le norme e rifiuta la responsabilità del suo ruolo. Invece di fare demagogia sia coerente con le proprie azioni di governo e se necessario emani un Decreto assumendosi responsabilita' che sta scaricando su altri".

Il botta e risposta, però, non è finito e oggi ai microfoni del programma di LA7 "L’aria che tira" il ministro dello sport è tornato a parlare di quanto successo nella giornata di domenica: "Lo sport si è fermato in ritardo? Mi sembra un eufemismo. Il calcio non ha voluto prendersi le sue responsabilità. Ora dicono che il governo dovesse prendere dei provvedimenti, in realtà molte federazioni le hanno prese in autonomia. L'unica che non lo ha fatto è stata la Lega Calcio per una questione economica".

La proposta di Ghirelli

Il numero uno della Serie C Francesco Ghirelli a margine del consiglio Federale ha parlato di cosa potrebbe avvenire per quanto riguarda i vari campionati di calcio, Serie A compresa: "Stiamo valutando l'ipotesi che ogni lega decisa in autonomia cosa fare. L'idea è quella di far finire il campionato giocando tutte le partite, ma stiamo valutando altre opzioni. Tra queste quella di non assegnare lo scudetto, assegnarlo tenendo conto di questa classifica oppure quella di far disputare i playoff".

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