Così parlò il Mancio: "Belotti merita, Balo no E Conte all'Inter..."

Il ct rilancia il granata, tiene in sospeso Mario e fa il punto giovani: «Inizia un ciclo»

Firenze Mancini è pronto a giocarsi il suo giugno di qualificazioni europee, ma è inevitabile scivolare sulle grandi questioni del campionato, come lo juventino Conte neo allenatore dell'Inter: «La professione ti può portare ovunque - ha spiegato il Ct - e, al di là del tifo, se Conte ha deciso di andare all'Inter vuol dire che ci ha pensato bene e che per lui questa è la soluzione giusta». Eppure questi percorsi sono sempre difficili da portare avanti. Ecco perché qualcuno chiede a Mancini se a lui sia capitata la situazione opposta a quella di Conte, ovvero andare a Torino «Non c'è mai stata l'opportunità di allenare la Juventus». Non basta, anche Sarri potrebbe rientrare in Italia, in una piazza che fino ad un anno fa era stata per il tecnico del Chelsea sinonimo di una rivalità pesante, a Napoli infatti sono in attesa di notizie: «Quest'anno c'è stato un bel giro di tecnici sulle panchine e ancora il giro non è finito». La chiosa di Mancini al tema Sarri, con tanto di avviso ai naviganti.

Primo giorno di ritiro azzurro a Coverciano in vista delle prossime due gare di qualificazione a Euro2020: «Saranno due gare difficili - ha detto Mancini -. La Grecia è un squadra forte, così come sarà importante la partita con la Bosnia a Torino». A Coverciano c'è il solito convitato di pietra, Mario Balotelli e un gradito ritorno, il gallo Belotti: «Il granata è andato molto meglio nel girone di ritorno e ha meritato questa convocazione. Tanti altri giocatori come lui qui avranno la porta aperta fino a giugno». Ma per vincere può servire Balotelli: «Ho parlato con Mario e gli ho detto le mie motivazioni, ha tempo per rientrare. È solo una questione tecnica. Viste le qualità che ha, dipenderà da lui. Lui sa perfettamente che ci sono cose che non deve fare e invece si è fatto espellere. È consapevole del fatto che sia colpa sua, ha i mezzi per tornare qui. Credo di conoscerlo bene, può fare molto di più di quello che sta facendo, non gioca al momento al cento per cento».

Capitolo giovani, argomento che sta molto a cuore al Ct: «Trovo positivo, ripensando a quando abbiamo iniziato e tutti credevano fosse difficile trovare 15 giocatori da Nazionale, che oggi ce ne siano 33 con 5-6 in possesso delle qualità per rientrare: una quarantina di giocatori di rilievo e tra questi 15/20 giovani per iniziare un ciclo di lunga durata. È difficile che in Italia non vengano fuori giocatori bravi per la Nazionale. In questo anno ne sono cresciuti in fretta alcuni che non pensavamo crescessero così. È un buon momento».

Chiusura su Oriali: «Spero rimanga con noi perché quando si crea un feeling sarebbe meglio non toccare niente. Cercherò di convincerlo poi non so cosa farà. Per noi è una persona importante che ha un ottimo rapporto con tutti i giocatori. Non penso che abbia già deciso».

Gente che va, gente che viene. È l'Italia del Mancio.

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