Milano Il vaso di Pandora sul caso arbitri sarebbe stato scoperchiato dai verbali dei varisti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. Così è nata l'inchiesta, ben più ampia dell'iniziale spunto su un singolo episodio, che vede l'ex designatore Gianluca Rocchi indagato con altri dalla Procura di Milano per frode sportiva.
Ecco la sequenza ricostruita fin qui. Nel gennaio 2024 il tifoso del Verona e avvocato Michele Croce presenta un esposto in Procura su Inter-Verona, che ha visto allo stadio, e sulla gomitata rimasta impunita di Alessandro Bastoni a Ondrej Duda. Nasca e Di Vuolo, in sala Var quel giorno, vengono indagati per concorso in frode sportiva su quei fatti e vengono interrogati dal pm Maurizio Ascione e dalla Gdf tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025. È proprio da ciò che mettono a verbale i due arbitri che gli inquirenti intuiscono un orizzonte più vasto, l'ipotesi di un "sistema" deviato. Quindi sono partite le indagini sui vertici arbitrali, sulle presunte designazioni pilotate per "favorire l'Inter" e sulle "bussate" sul vetro della sala Var di Lissone per condizionare le decisioni degli operatori. L'inchiesta si è allargata con una serie di intercettazioni, testimonianze e altre attività a carico di Rocchi e del supervisore Var, anche lui autosospeso, Andrea Gervasoni. E si è dunque saliti di livello, in particolare con le intercettazioni telefoniche nella primavera dello scorso anno.
Che hanno fatto emergere altri episodi, come le due sospette designazioni pilotate a favore dell'Inter della scorsa stagione da parte di Rocchi. Da domani sfileranno in Procura altre figure del mondo del calcio e non è escluso che possano essere convocati dirigenti di club.CBas