Croazia, Dalic: "Soldi del Mondiale in beneficenza". La lettera è un fake

Nella giornata di ieri, sul web, è stata diffusa una presunta lettera del ct della Croazia Dalic che parlava di devolvere l'intero ricavato del Mondiale in beneficenza per i bambini poveri. In realtà è una fake news

Croazia, Dalic: "Soldi del Mondiale in beneficenza". La lettera è un fake

La Croazia ha sfiorato la vittoria del Mondiale ma nonostante la sconfitta subita in finale contro la Francia di Deschamps, i giocatori sono stati accolti come eroi in patria. Nella giornata di ieri, sul web, si è diffusa una lettera del ct Zlatko Dalic che parlava del compenso di 23 milioni di euro interamente devoluto per i bambini poveri croati. In realtà, purtroppo, questa lettera è un fake e l'autore di questa cosa è stato Igor Premuzic, che si è inventato il suo mondo parallelo di uno sportivo patriota. Si conclude dunque nel peggiore dei modi un'opera di beneficenza che in realtà non si è rivelata tale, anche se sia Dalic che i giocatori croati non c'entrano nulla in questa assurda storia inventata di sana pianta visto che ognuno è libero di fare quello che vuole con i compensi ricevuti dalla Fifa per il Mondiale in Russia.

La lettera di Dalic, che a questo punto non è reale, citava: "La Croazia è oggi il Paese più povero dell’Unione Europea e governato da membri di quella che è stata considerata un’organizzazione criminale. Milioni di persone sono fuggite negli ultimi vent’anni. In Croazia, i pensionati non sono in grado di soddisfare i loro bisogni primari, i giovani non possono permettersi un’istruzione adeguata, la salute pubblica sta collassando e la magistratura è corrotta. Il nostro Paese ha più di mille km di costa, eppure abbiamo bambini che non hanno mai visto il mare, bambini che vanno a letto affamati perché i loro genitori, disoccupati, non hanno nulla da dargli da mangiare. Ora, tutti i bambini croati avranno l’opportunità di trascorrere almeno sette giorni di vacanza al mare: è il minimo che possiamo fare per i più deboli. Chiedo ai politici e a tutti i rappresentanti delle autorità che hanno portato il Paese all’inferno e alla miseria, di non avvicinarsi alla Nazionale. Qui non siete i benvenuti. Non indossate la maglia della Nazionale per promuovere il vostro successo, perché minereste il valore del nostro lavoro."

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