Le due facce della coppa Sanchez "ripaga" l'Inter. Crisi tra Dybala e la Juve

Il cileno fa dimenticare che costa sette milioni all'anno e chiede spazio: "Sono un campione..."

Le due facce della coppa Sanchez "ripaga" l'Inter. Crisi tra Dybala e la Juve

Supercoppa double face. Da un lato il volto malinconico e un po' irritato di Paulo Dybala, dall'altro quello tronfio e festante di Alexis Sanchez. El Niño Maravilla ha deciso il Derby d'Italia all'ultimo secondo dei supplementari, mandando in estasi San Siro e realizzando la rete più importante nei suoi 2 anni e mezzo interisti. Un gol festeggiato a caldo con qualche stilettata all'indirizzo di Simone Inzaghi, reo secondo l'attaccante cileno di impiegarlo poco da titolare. «Io sono un campione, un campione più gioca e più rende e io più gioco e più sono un mostro. Mi sento come un leone in gabbia» ha spopolato sui social, evidenziando al tempo stesso l'autostima e la voglia di restare a Milano del numero 7. Nessun addio nella finestra invernale di trattative, nonostante all'ex Arsenal siano arrivate in queste settimane numerose chiamate sia europee (Betis e Marsiglia) sia esotiche (Arabia Saudita, Brasile e MLS). Tutte respinte al mittente. Nella testa di Alexis, infatti, c'è sempre stata l'Inter e il desiderio di lasciare il segno in nerazzurro. Detto, fatto. Con la Supercoppa Italiana in bacheca griffata Alexis. E l'acuto di ieri, oltre a regalare una gioia al presidente Zhang presente sugli spalti, farà probabilmente sembrare meno pesante il suo stipendio (7 milioni netti più bonus a stagione fino al 2023) anche a Suning.

Se Sanchez ride, c'è chi invece è senza...Joya! Alludiamo a Dybala che nel pre-partita ha incassato l'ennesima stoccata da parte del Ceo Arrivabene. La quarta nel giro di un mese: per la prima volta dal clan del Diez iniziano a filtrare malumori e segnali di insofferenza. A partire dalla ridda di rumors relativi alla volontà della dirigenza juventina di rivisitare al ribasso la proposta di rinnovo. Dal quadriennale da 8,5 milioni (più 1,5 di bonus) annui concordati lo scorso ottobre a un triennale da 7 milioni a stagione. Un dietrofront quello juventino che non è piaciuto a chi sta vicino a Paulo e rischia di provocare uno strappo tra le parti.

Al momento, tuttavia, Dybala e il suo agente Jorge Antun non hanno preso alcuna decisione in merito. La precedenza l'hanno data e continuano a darla alla Vecchia Signora: per questo motivo il manager del fantasista a febbraio tornerà in Italia. Questa volta per il faccia a faccia definitivo con i dirigenti juventini. Dentro o fuori. Non ci sarà più tempo per bluffare e trattare, anche perché finora il vice-capitano della Juve non ha avviato i dialoghi per la prossima stagione con nessun'altra società a differenza di quanto fanno molti suoi colleghi in regime di svincolo. Se arrivasse la rottura definitiva con la Juve, Dybala si troverebbe a dover ripartire da zero. A ridosso del mercato estivo e reduce dall'anno più complicato della sua carriera. Gli ultimi 12 mesi sono stati, infatti, costellati dai numerosi infortuni. Tanti i problemi, la cui ripetitività ha indotto il cda bianconero (da mesi è stata avviata la spending-review) a cambiare i contorni dell'offerta. I tifosi intanto si stanno spaccando tra Dybalisti e coloro che invece sposano la filosofia societaria. In mezzo proprio il Diez che aspetta lo sbarco del suo procuratore e nelle prossime gare proverà con qualche prodezza delle sue a mettere pressione ad Arrivabene. E chissà che - in caso di mancato rinnovo - non possano bussare alla porta della Joya due suoi estimatori di vecchia data come Beppe Marotta e il Cholo Simeone...

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