Via con due rovesci Juve da record (negativo). E la Roma senza Totti...

Partenza da brivido per i campioni d'Italia che non perdevano le prime 2 partite dal 1912. Non solo Dzeko tra i giallorossi, Pjanic prende anche un palo. E il capitano può stare a guardare

Via con due rovesci Juve da record (negativo). E la Roma senza Totti...

C'è poco da stare Allegri. Lo zero che la Juventus ostenta dopo due giornate (l'unico precedente si perde nella notte dei tempi, era il 1912 e non esisteva nemmeno la serie A, mentre due ko consecutivi non si registravano dal 2011) non è solo nei punti in classifica ma anche nel progetto tattico dell'allenatore che parrebbe – vista la sfida dell'Olimpico - completamente da rifondare, partendo magari dalle fondamenta difensive. Toccato l'apice del quarto scudetto e di una finale di Champions persa con i “mostri” del Barcellona, il rischio era proprio quello di un'implosione. E in questo senso le cessioni di Pirlo, Vidal e Tevez erano un fardello pesante. L'aver perso Draxler (approdato al Wolfsburg con il dg bianconero Marotta che si è affrettato a precisare che non c'è stata mai una trattativa con lo Schalke) non sembra essere il problema principale. «Forse Rizzoli avrebbe fatto bene a dare subito il rigore alla Roma, così ci saremmo svegliati», l'analisi di Allegri. In effetti la Roma ha condotto il match sin dall'inizio “narcotizzando” l'avversario, che ha giocato in maniera compassata e ha avuto l'unico sussulto negli ultimi dieci minuti pure in inferiorità numerica. Qualcuno sottolineerà l'alibi delle assenze o dei pezzi mancanti nel mosaico bianconero (oggi magari arriverà qualche novità importante del mercato). Ma le immagini di un Pogba disorientato – e più volte a rischio rosso -, o di un Padoin “schiaffeggiato” dagli avversari sono i simboli di un disagio che necessita di una cura profonda.

Impossibile anche solo immaginare di uscire indenne da un pomeriggio complicato, dove nulla in casa bianconera è girato a dovere. L'idea era quella di far impostare Bonucci, ma in realtà la manovra è risultata inesistente e i palloni toccati dalle punte sono stati pochissimi. Non a caso era dal 2004-05 che la Juve non chiudeva il primo tempo con un solo tiro. Garcia interrompe il tabù Juventus sbagliando poco o nulla e sovrastando la squadra di Allegri soprattutto a centrocampo. Reparto che una volta in casa Juve era il terrore delle altre squadre e che oggi fa fatica ad arrivare in anticipo sul pallone.

Il palo di Pjanic è un pericoloso campanello di allarme per i bianconeri, la sua punizione alla Pirlo (il cui fantasma sembra ancora aleggiare su Vinovo) è perfetta. E la festa bosniaca si completa con la zuccata di Dzeko, oggetto del desiderio non realizzato dalla Juve. Garcia si diverte a inserire gli uomini in lista di partenza (anche se Iturbe è stato tolto sul mercato), Dybala illude nell'unica azione palla a terra e Szczesny smanaccia la zuccata di Bonucci. «Questa è la Roma che immaginavo, quella che produce gioco e ha un grande spirito collettivo», così il tecnico francese che ora ha 4 punti in più sulla Juve: non accadeva dai tempi del primo Garcia e delle 10 vittorie iniziali di fila. Tutto ciò senza capitan Totti, che ha saltato la prima sfida con i bianconeri dopo sei anni ed è ancora a zero minuti giocati. «La Juve non mollerà, loro sono una macchina da guerra», dirà alla fine De Rossi, riscoperto per un giorno difensore centrale. Ma per ora i bianconeri guardano mestamente da dietro gli avversari.

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