Dybala-CR7, solita ricetta. Una Signora da poker si regala una notte in fuga

Rispetto a Bologna si inverte l'ordine dei bomber Juve a più 7 senza strafare. Lecce in 10 per un'ora

Metti di fronte i campioni d'Italia, nonché attuali primi in classifica, e la squadra terz'ultima in graduatoria, per di più con in campo due esordienti dal primo minuto (Vera e Paz), senza un attaccante di ruolo disponibile causa infortuni e reduce dall'avere preso quindici gol nelle ultime tre partite: logico attendersi una mattanza o giù di lì. A rendere ancora meno equilibrato il tutto, il fatto che Lucioni abbia terminato la sua gara intorno alla mezzora, causa (ineccepibile) rosso diretto. Invece, Juventus-Lecce si sblocca soltanto dopo una decina di minuti della ripresa: solito sinistro all'incrocio dei pali di Dybala e match a quel punto indirizzato. Poi, il rigore di Ronaldo e i gol di Higuain e De Ligt. A dirla tutta, sarebbe stato impensabile che non succedesse. Risultato: Juve momentaneamente a più sette sulla Lazio e a più undici sull'Inter, per quanto con una partita in più. Stasera, ospitando la Fiorentina, la squadra di Simone Inzaghi non potrà insomma sbagliare pena vedersi allontanare ancor più il sogno tricolore.

Per la Juve, comunque, una sufficienza stiracchiata e forse nemmeno quella: se Sarri si era augurato che la sua squadra non avesse un approccio né superficiale né presuntuoso, si può tranquillamente dire che il suo appello è caduto nel vuoto. Poi, certo, la differenza di valori è venuta fuori. Non prima però di metà gara giocata ai due all'ora: le idee di gioco migliori le proponeva così il Lecce, ben guidato dal sinistro di Tachtsidis e con una squadra diligente nel tenere le posizioni. La Signora, appunto, non accelerava mai: Pjanic aveva la testa già al Barcellona alle ramblas, Dybala giocava a nascondino e non rientrava nemmeno a prendersi il pallone, Bernardeschi collezionava fuorigioco come nemmeno le figurine quando era bambino e via di questo passo. Così, i pugliesi arrivavano dalle parti di Szczesny prima con Rispoli e poi Mancosu: nulla di straordinario, ma comunque tentativi apprezzabili da parte di una squadra che ama giocare a calcio e non spazzare la palla in tribuna appena possibile. Inevitabilmente, i bianconeri si ridestavano strada facendo: un tiro da fuori area di Rabiot respinto da Gabriel, due spunti di Ronaldo. Quindi, l'ingenuità di Lucioni: rosso diretto (palla persa su pressing di Bentancur) e Juve che andava comunque al riposo sullo 0-0 a causa di due incredibili errori da pochissimi metri dello stesso CR7 e Bernardeschi.

Poi, nella ripresa, è accaduto quello che doveva accadere: la perla di Dybala (sciagurata però la palla persa da Shakhov al limite della propria area) su assist di Ronaldo, quindi il rigore dello stesso portoghese per un fallo subìto dal neo entrato Rossettini. Quindici gol stagionali per la Joya, 27 per il portoghese che ha cercato fino all'ultimo di rimpinguare il proprio bottino personale: c'è di peggio, in effetti. Nel finale, dentro anche Higuain, subito in rete, poker di De Ligt ed esordio per Muratore.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.