E il Dybala ancora positivo "gioca" per il no

Dalla Spagna: quarto tampone per la Joya. Sta bene, ma non è fuori dal tunnel

E il Dybala ancora positivo "gioca" per il no

Poca Joya. Ancora alle prese con il virus. Positivo dallo scorso 21 marzo, Dybala non ha ancora vinto la sua sfida. Ieri, il media spagnolo El Chiringuito de Jugones ha rivelato che l'argentino sarebbe risultato positivo anche al quarto tampone: la Juventus non ha confermato ma nemmeno comunicato il contrario. Tradotto: il giocatore non è ancora fuori dal tunnel, sta bene (così almeno sostengono i bianconeri, sia pure ufficiosamente) ma va ancora considerato in quarantena.

Il che, a dirla tutta, gioca a favore di chi vorrebbe chiudere qui il campionato: quaranta giorni di positività non sono uno scherzo e certificano l'incertezza che aleggia ancora intorno al Covid-19. Impossibile insomma fare previsioni sulla ritrovata salute di chi con la malattia ha dovuto e deve ancora fare i conti. E sempre più improbabile immaginare un percorso per tornare a un qualcosa che si avvicini alla normalità: Francia, Belgio, Olanda e Scozia hanno preso la decisione di chiudere tutto fino a settembre, noi non ancora ma pare sempre più difficile immaginare il contrario.

«Vedo un sentiero molto stretto per tornare in campo - così il Ministro dello Sport Spadafora a La7 -. C'è incertezza, ma l'alternativa è fare seguire anche all'Italia la stessa strada di altri Paesi. Se io fossi nei presidenti delle società, mi preoccuperei di una ripresa sicura: consiglio loro di cominciare a pensare a un piano B». Ci si avvicina insomma alla fine di una telenovela stucchevole, visti i tempi. Con i rappresentanti del governo che paiono avere già chiaro il da farsi: «Al momento, nel rispetto degli stessi calciatori, una partita è inverosimile - ha dichiarato Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, durante la trasmissione radio "Un giorno da pecora" -. Il calcio è uno sport di contatto, è impossibile evitare le occasioni di contagio. Per altre discipline, come il tennis o l'automobilismo, è più facile: il calcio però è diverso e bisogna innanzi tutto tutelare la salute degli stessi atleti».

«Sarei folle a demonizzare il mondo del pallone - ha detto ancora Spadafora - ma gli allenamenti singoli dal 4 maggio sono impossibili. E oggi non posso dire se a metà giugno si potrà tornare a giocare: se non ci sarà sicurezza, dovrà fermarsi anche il campionato. Cosa accadrebbe se dovessimo riprendere e il giorno dopo un giocatore risultare positivo?». Mistero, in effetti.