Ecco perché Chiesa non sarà Baggio

Difficile la rottura come col Codino. Papà Enrico è maestro di diplomazia

Firenze Firenze vive intensamente la luna di miele con Rocco Commisso, patron viola da un ventina di giorni - selfie, abbracci e tanta empatia con i tifosi viola - ma fa i conti anche con il rebus Chiesa. Un rompicapo degno di Bartezzaghi perché la soluzione è dura da decifrare. Rocco, così lo chiamano confidenzialmente i fiorentini, nel giorno della presentazione a Firenze parlando del gioiello viola aveva detto: «Non sarà il nuovo Baggio, voglio tenerlo». Dichiarazioni di intento ribadite in più frangenti, a dimostrazione di una volontà granitica, ma nonostante questo la vicenda è ancora tutta da scrivere. Fabbricare pronostici diventa un rischio, il terreno è scivoloso. Non resta che fare riferimento a pochi punti fermi della storia.

Il mercato: Federico, miglior italiano per distacco nella propria generazione, è al centro di lusinghe pesanti da parte di club italiani e stranieri. Nel nostro Paese, da mesi, forse da anni, è la Juventus la società più determinata sulla preda. Anche l'Inter nei mesi scorsi ha sondato il terreno, così come il Napoli dodici mesi fa, ma il club bianconero fa molto sul serio e poi non permetterebbe mai che Federico passasse ad una diretta concorrente. C'è anche da aggiungere che Enrico, famoso padre del ragazzo viola, preferirebbe di gran lunga una sistemazione italiana piuttosto che fuori confine. La Juventus, dunque, è in pressing su Chiesa, ma è anche spiazzata e certamente delusa dal ribaltone fiorentino: con la vecchia dirigenza viola, infatti, tutto sarebbe filato liscio per i bianconeri e Federico sarebbe andato a Torino per una cifra intorno ai 70 milioni o magari anche qualcosa in più, mentre il giocatore avrebbe percepito un ingaggio di 25 milioni netti per 5 anni. Ma la sbarco improvviso a Firenze del tycoon italoamericano ha fatto saltare i piani della Juve, facendo innervosire i manager bianconeri.

L'ostacolo Rocco: Commisso che ha conquistato in pochi giorni il cuore dei fiorentini non può presentarsi alla sua nuova gente cedendo il pezzo pregiato della collezione addirittura alla nemica calcistica di sempre. Sul piano della comunicazione la manovra sarebbe pessima. Ecco perché si dichiara irremovibile, ma anche lui prima o poi dovrà discutere la questione con il giocatore.

I Chiesa: padre (è Enrico a gestire Federico) e figlio stanno alla finestra, non hanno nessuna intenzione di creare un braccio di ferro, né tantomeno forzare la serratura. Sono garantiti da tre anni di contratto (scadenza 2022), a Firenze vivono da una vita, sono legati alla Fiorentina e fanno della diplomazia la loro arma. Enrico con i Della Valle e Corvino aveva un ottimo rapporto, non desidera guastarlo con Commisso. La prima mossa spetta alla società e questo i Chiesa lo sanno bene. Sono pronti a discutere della cessione così come della permanenza a Firenze. Più difficile, quasi impossibile, la terza via: quella di un nuovo contratto a Firenze. Pareggiare la proposta della Juventus per la Fiorentina sarebbe dura... Ecco perché la vicenda è ancora tutta da scrivere.

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