Ci sarà anche il problema degli incendi e della canicule, ma al Tour il vero incendiario è sempre e solo lui: Tadej Pogacar. Dopo il regalino fatto a Del Toro domenica scorsa, ieri il campione del mondo si prende quello che poteva già prendersi: tappa e maglia gialla. Ad aprirgli la porta, neanche a dirlo, il messicano volante, che gli tira una volata pazzesca: da applausi. "Se posso vincere è giusto provarci: mi sentivo bene, avevo un'opportunità e l'ho colta", spiega il campione del mondo che aggiorna la sua personalissima contabilità ciclistica. Con quella di ieri porta a 22 i successi di tappa in Francia e a cinquantacinque le maglie gialle. Se è per questo, con quella di ieri è salito a 14 vittorie stagionali, in 19 giorni di gara.
Sono bastati tre giorni e quei due là sono già lì a darsele di santa ragione, come se non ci fosse un domani. È il bello di questo Tour disegnato per dare battaglia, è il bello di questi corridori che non si tirano mai indietro, ad incominciare da Vingegaard, che non gioca a nascondersi, ma accetta di metterci la faccia sempre a comunque, proprio come il suo eterno rivale.
Se ieri l'allerta era l'incendio in zona arrivo, all'orizzonte si profila il timore della canicule': l'afa soffocante. Allertati i prefetti, il Tour ha già fatto sapere che è pronto ad applicare il protocollo Uci sul clima. Oggi quarta tappa: da Carcassonne a Foix, che dovrebbe sorridere agli attaccanti. Con buona pace di Pogacar, che forse, il quarto giorno si riposò.
Arrivo 3ª tappa: 1) Tadej Pogacar (Slo, Uae) km 196 in 4h 45'11'', 2) Vingegaard (Dan) a 2'',
3) Carapaz (Ecu) st, 4) Seixas (Fra), 5) T. Johannessen (Nor) a 4''.Classifica: 1) Tadej Pogacar (Slo, Uae) in 8h 42'55'', 2) Vingegaard (Dan) st, 3) Evenepoel (Bel) a 23'', 4) Del Toro (Mex) a 24'', 5) Ayuso (Spa) a 27''