Fa proprio quel che vuole Allarme Marquez, così ammazza la MotoGp

Prima pole da urlo poi 50ª vittoria nella classe Dovi s'arrende, 2°: «Noi perfetti, lui di più...»

Monologo Marquez. Lo spagnolo della Honda ha vinto il Gran Premio di Brno al termine di una gara soporifera in cui è rimasto in testa dal primo all'ultimo metro. Come da previsione, non c'è stato nulla da fare per i piloti che non si chiamano Marquez, il quale ha approfittato della schiacciante superiorità per portarsi a casa la 50ma vittoria nella classe regina, la 76esima totale sommando le tre classi, che vale anche l'aggancio alla leggenda Mike Hailwood al quarto posto nella classifica all-time (ora il mirino è indirizzato verso i 90 successi del connazionale Angel Nieto).

Scattato dalla prima casella, dopo una partenza ritardata di 45 minuti per la pioggia, è arrivata un'altra prova di supremazia del fenomeno spagnolo, dopo quella offerta nella pole in cui Marquez aveva già pensato di demolire la concorrenza rifilando 25 (con gomme da asciutto sul bagnato!) agli inseguitori guardacaso lo stesso divario in gara dal secondo, Andrea Dovizioso. Una netta superiorità che non fa altro che uccidere la bellezza di questo show e rendere la Motogp un teatro noioso, visto che ormai il campionato mondiale, a nove prove dal termine, ha già preso la direzione della Catalogna. Eppoi, se persino il Dovizioso di turno arriva a dire: «Abbiamo fatto la gara perfetta ma non è stato sufficiente», allora qualcosa vorrà pur significare. «Marc - aggiunge il forlivese - sta facendo un'annata speciale, più di altri anni. Noi siamo secondi, ma lui mette in crisi un po' tutti. Quest'anno loro accelerano più forte e sono più competitivi nel rettilineo, noi siamo ancora forti ma ci manca ancora qualcosina. Peccato perché anche lui oggi era al limite, infatti stava per cadere. Poi come al solito è riuscito a recuperarla...». Marc, il mago spericolato delle moto. «Nei primi giri racconta Marquez -, c'erano delle parti bagnate e non volevo prendere rischi. La strategia, però, era chiara: provare a spingere perché avevo la morbida e non sapevo cosa sarebbe successo nel finale». Nessuna battaglia per la vittoria di tappa, salvo quella per il podio tra Jack Miller, poi 3° con la Ducati Pramac, e Alex Rins. Lontano Rossi, che ha chiuso sesto.

E la gioia del weekend di Brno è doppia in casa Marquez, con il fratellino Alex che ieri in Moto2, dopo aver dominato le qualifiche (anche lui con 2 di vantaggio sul primo inseguitore) si è imposto davanti a Di Giannantonio e Bastianini, compiendo un altro passo verso il titolo mondiale. Marquez, una famiglia di campioni in attesa di diventare (ancora) campioni del mondo.

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Commenti

Angelo664

Lun, 05/08/2019 - 08:48

Non la ammazza. E' bravissimo lui. Puo' risultare antipatico ma che guida come lui non c'è nessuno per ora. Non va mai a terra e fa delle pieghe incredibili con una padronanza incredibile del mezzo. Fino a che non uscira' dalle retrovie un fenomeno come lui sara' sempre lui a vincere. Gli altri sono sempre a fasi alterne, lui NO ! E' sempre li.

Ritratto di rapax

rapax

Lun, 05/08/2019 - 09:41

la moto non ha problemi? tutto dipende spesso da questo, oltre alla bravura...e comunque non dimentico che questo ragazzino ha fatto fuori da schifo il nostro Rossi in dirittura d'arrivo per il suo 10 titolo,

parmenide

Lun, 05/08/2019 - 18:22

Appare incontestabile che il bimbominchia che parla diversamente da quello che pensa sia di parecchie lunghezze davanti agli altri. ad esempio dovizioso bravo ma noon eccelso, ondivago, non vincente ma concorrente, Rossi continua a fare notizia anche se sono 10 anni all' ombra degli stoner, del viscido lorenzo , battuto occasionalmente da piloti non di razza che partecipano al circo . Rossi multicampione in periodo in cui i commensali erano poco più che astanti anonimi , ricordate il povero gibernau? , abile nella glossa a dire delle ovvietà ultrbanali e sfuggenti nella sostanza. 10 anni a racontarla a tenerlo perchè il personaggio fa tanta audience e soldi a differenza di tutti gli altri,