Formula1: Alonso, il ritiro non è colpa della vettura

L'abbandono del campione di Oviedo è stato a lungo oggetto della conferenza stampa di ieri: oggi Alonso ha negato che la colpa sia da rimarcare nella scarsa competitività della McLaren

Fernando Alonso concluderà a fine 2018 la sua avventura in Formula1: la notizia a distanza di mesi dall’annuncio continua a fare scalpore all’interno del paddock.

Durante classica conferenza stampa del giovedì nel Gran Premio del Messico, ai piloti presenti (Sainz, Perez, Raikkonen, Verstappen, Gasly) è stato chiesto un parere in proposito: tra tutti, il connazionale figlio d’arte è stato quello che si è espresso più duramente.

“Il fatto che lui abbandoni la F1, rappresenta una grande perdita perché è uno dei migliori piloti nel motorsport in assoluto. La F1 e tutti noi dovremo interrogarci sul perché uno dei piloti più veloci nonché uno dei migliori, lasci questa categoria e come non ci possa essere una griglia più competitiva, dove più piloti possano vincere e lottare per il podio. Dobbiamo tenerlo in considerazione per il futuro”.

Un non troppo velato puntare il dito contro la mancanza di competitività della McLaren, che di fatto ha relegato un pilota del talento di Alonso al fondo dello schieramento: se già l’insoddisfazione era palese nel periodo Ferrari, la situazione attuale non potrebbe sicuramente incentivare Fernando a rimanere nel Circus.

Gli altri colleghi si sono espressi con toni più pacati, in particolare Raikkonen ha capito la sua scelta “A un certo punto, tutti dovremo smettere: arriverà il momento in cui prenderemo una strada differente. Adesso è il suo turno e sono sicuro che troverà qualcosa di stimolante da fare in futuro”.

Oggi è arrivata la risposta di Alonso: intervistato prima delle prove libera, il campione spagnolo ha negato l’ipotesi che sia colpa della scarsa competitività della scuderia inglese il suo abbandono.

“Non me ne vado perché non ho una monoposto competitiva: lascio la F1 perché ho ottenuto tutto quello che volevo. Lo sport dell’automobile va oltre alla F1: tutti dicono che è un peccato e che il Circus si dovrebbe fermare a chiedersi il perché del mio ritiro. La verità è che lo faccio perché si tratta di una mia decisione e non perché mi senta obbligato a farlo”.

Alonso ha più volte rimarcato il fatto di voler essere un pilota completo, vincente non solo nella Formula massima: l’avventura in WEC sta fornendogli molte soddisfazioni e l’Indycar lo aspetta. Raggiungere Hill nella Tripla Corona sembra essere per ora, la sua missione principale.

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