Formula1, follia Marko: contagiare volontariamente i piloti

La delirante proposta del consulente Red Bull, bocciata dalla sua stessa scuderia, consisteva nel far contagiare volontariamente i piloti in apposite strutture per renderli pronti a ripartire appena possibile

Formula1, Helmut Marko consulente Red Bull, ha la fama di non avere peli sulla lingua, spingendosi più di una volta oltre l’eccesso logico consentito.

L’ultima delirante proposta fatta ai vertici della scuderia austriaca con cui collabora, riguarda la gestione del coronavirus verso i piloti: intervistato dalla radio televisione austriaca ORF (Österreicher Rundfunk Fernsehen), ha confessato di aver loro presentato una soluzione choc.

Secondo Marko, sarebbe stato preferibile organizzare un Camp in cui far contrarre volontariamente il virus ai piloti della scuderia (vivaio giovanile compreso) in modo da renderli immuni il prima possibile. Naturalmente l’idea non è nemmeno stata presa in considerazione dal team austriaco.

Il discorso nasce probabilmente dalla situazione in cui versa Max Verstappen: l’olandese sarebbe terrorizzato all’idea di contrarre la malattia e il consulente aveva sentenziato che “sarebbe stato meglio per lui infettarsi. Del resto, con i suoi 22 anni non è una persona a rischio e questo lo aiuterebbe nella corsa al titolo mondiale”.

Una tesi completamente avulsa da qualunque supporto scientifico, visto che l’età non si è dimostrato essere un deterrente per lo svilupparsi dell’infezione, né tantomeno il contraente ne diventerebbe immune una volta guarito.

Dal canto suo Marko, ha ipotizzato di aver contratto il virus in febbraio: “Raffreddore e brutta tosse per circa 10 giorni. Inusuale per una persona come me: adesso sono convinto fosse il virus”.

Non ha mancato inoltre di sparare a zero contro le misure messe in atto a difesa della popolazione: “Al pomeriggio taglio la legna, che è un modo per ordinare i pensieri e allontanarmi dalla follia che rega ovunque. Graz è una città desolata, con restrizioni estreme. Sembra di essere in guerra: ho chiuso quattro hotel e ne ho fatto preparare le camere in modo che possano servire come ospedale in caso di necessità”.

Come logico, non è mancato di alzarsi il polverone mediatico: tra i primi a rispondere a tono, Felipe Massa. L’ex pilota Ferrari ha liquidato così la proposta via Tweeter: “E’ completamente folle come idea. Helmet Marko era meglio se stavi zitto”.

Intanto la stampa inglese si interroga su quanto avverrà con gli stipendi dei piloti: il budget cap inserito nelle regole del 2021 per ridurre i costi, fissa il tetto a 175 milioni di dollari per scuderia. Questo non tiene conto dei salari dei piloti e del marketing, tra le altre cose.

In un momento di serissima crisi come l’attuale, dove molte scuderie minori rischiano di chiudere per i mancati introiti, ci si chiede se qualche campione non sia spronato a dare il buon esempio, sulla scia di quanto avvenuto nel calcio.

Ricordiamo infatti che i contratti attuali vedono Lewis Hamilton percepire qualcosa come 40 milioni di dollari all’anno, poco meno di per Vettel fermo a 30 e a seguire lo stesso Verstappen con venticinque.

Una situazione che diventerà sicuramente insostenibile nel futuro immediato.

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