Calcio

Il governo convoca Dazn. La Lega alza la voce

Il ministro Urso incontrerà i vertici dell'azienda. Dura lettera dell'Ad De Siervo

Il governo convoca Dazn. La Lega alza la voce

L'anno è il nuovo, ma i problemi di Dazn restano quelli vecchi. Debutto nel 2023 con un vero e proprio scivolone, a causa dei disservizi di mercoledì sera che hanno riguardato Inter-Napoli e Udinese-Empoli alla ripartenza del campionato dopo 52 giorni di astinenza. Immagini in ritardo o addirittura bloccate, rotellina al centro del televisore che interrompe l'azione sul più bello, fino ai soliti messaggi a tutto schermo: «ci scusiamo per l'interruzione» oppure «qualcosa non ha funzionato». Dopo la bufera esplosa sui social a colpi di post e tweet da parte degli utenti inferociti, ieri è sceso in campo il governo con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha annunciato: «A tutela dei consumatori ho convocato per il 10 gennaio al ministero i vertici di Dazn. Il perpetuarsi del disservizio impone di fare chiarezza sulle azioni che la società intende prendere, investimenti in rete e tecnologia, per rispondere alle esigenze degli utenti». All'incontro di martedì saranno presenti anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, e i vertici della Lega Serie A, che quasi due anni fa assegnarono a Dazn il pacchetto con la maggioranza delle partite in esclusiva per il triennio 2021-2024. Già durante lo svolgimento di Inter-Napoli l'amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo, aveva avviato i contatti con i referenti della piattaforma streaming, formalizzando poi in una dura lettera spedita ieri il rispetto degli obblighi contrattuali di fronte agli evidenti disservizi. Questa posizione è stata evidenziata sempre ieri dallo stesso De Siervo nel corso dell'assemblea di Lega.

Successivamente sono arrivate le scuse da parte di Dazn, che ha annunciato rimborsi proattivi per i clienti impattati: «Il disservizio è stato causato da un partner esterno globale, incaricato di distribuire il traffico sui nostri server. Il meccanismo di protezione si è attivato subito, permettendo ai nostri tecnici di individuare il problema e ripristinare il servizio». E ancora: «Il live streaming dipende dal contributo di partner diversi, vogliamo perseguire gli standard più elevati e reputiamo questo incidente inaccettabile. Valuteremo azioni e misure di mitigazioni adatte per tutelare il servizio e gli investimenti fatti fin qui». A fronte delle reiterate problematiche è inevitabile che diventi un boomerang anche l'annuncio fatto pochi giorni fa. I problemi restano, ma i prezzi aumentano e la novità riguarda i nuovi abbonati dal 2 gennaio: l'abbonamento Standard sale da 29,99 a 39,99 euro; l'abbonamento Plus passa da 39,99 a 44,99 euro, toccando i 54,99 euro qualora si scelgano condizioni contrattuali più flessibili. Benzina sul fuoco.

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