Scripta manent

I segreti di Mancini e quelle lettere "gonfie"

Dall’analisi della firma di Roberto Mancini emerge un groviglio di pensieri, di convinzioni e di dubbi che lo condizionano sempre quando deve prendere delle decisioni

I segreti di Mancini e quelle lettere "gonfie"

Chissà perché basta una partita con esito negativo per parlare subito di esonero dell’allenatore! Per fortuna sembra che Roberto Mancini sia stato confermato di nuovo come allenatore della Nazionale. Sappiamo che l’esito sfavorevole di una partita investa varie sfumature: dalla forma della squadra avversaria, dallo stato di salute dei giocatori, dalla scarsa motivazione di qualcuno e così via. È un fatto però che, si vinca o si perda, lo stipendio del giocatore non subisce mai alcun “esonero!”. Dall’analisi della firma di Roberto Mancini (clicca qui) emerge un groviglio di pensieri, di convinzioni e di dubbi che lo condizionano sempre quando deve prendere delle decisioni. La notevole sensibilità e una certa ritrosia di carattere, lo portano a non manifestare facilmente il proprio pensiero, rendendolo enigmatico, impenetrabile, aggrovigliato e assai riservato (vedi lettere grandi e addossate).

Note di narcisismo (firma con lettere gonfie) gli conferiscono anche un che di estetico che lo porta ad amare il calcio come fonte di gratificazione personale. Schivo al pettegolezzo, è attento a salvaguardare la propria immagine attraverso il riserbo e la scelta di rapporti interpersonali selezionati. Buone appaiono le capacità di organizzazione che lo rendono particolarmente attento nelle scelte che riguardano la sua vita professionale.

L’ambizione diventa per lui un pregio in quanto lo spinge a dare il meglio di sé cercando di ottenere sempre traguardi importanti. Un limite sembra dato dal fatto che può subire simpatie e antipatie verso certe persone con le quali diventa selettivo. Si tratta di atteggiamenti nati nel passato e assai probabilmente legati al tipo di educazione che ha favorito in lui, unitamente ad una correttezza formale, una notevole capacità di gestire i rapporti a seconda delle convenienze etiche e sociali. Nonostante tutto ci troviamo di fronte ad un personaggio che ha investito molto nella professione calcistica rimanendo in lui un sottofondo d’insoddisfazione che lo porta da un lato a puntare sempre all’eccellenza, per compensare alcuni sensi d’inadeguatezza, e dall’altro una “malinconia interiore” sublimata nella carriera. La sua vita professionale è legata all’amore per il calcio per cui è pronto a cercare sempre nuovi lidi in quanto, come direbbe “Insigne” il calcio ti entra “dint’ ‘e vene”!

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