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Inter: Moratti e Thohir diversi, ma non per questo troppo distanti

Nonostante le parole di Moratti al momento della cessione della società a Tohir, nessuno aveva veramente pensato che l'ex Presidente nerazzurro potesse davvero lasciare definitivamente il club amato da sempre. Invece poi una lunga latitanza da parte del vecchio Patron, anche se gli incontri avvenuti con la nuova proprietà nei giorni scorsi sembrano confermare la volontà di Massimo di rimanere sempre vicino alla squadra.

Thohir e Moratti, due modi diversi di intendere una gestione sportiva
Thohir e Moratti, due modi diversi di intendere una gestione sportiva

La settimana scorsa Massimo Moratti ed Eric Tohir si sono incontrati amichevolmente a cena per confrontarsi sugli ultimi mesi di gestione della squadra nerazzurra.

A prendere qualsiasi tipo di decisione riguardante l'Inter è ormai esclusivamente il magnate indonesiano e la cosa appare evidente anche dando un'occhiata alle ultime trattative di mercato concluse nei mesi estivi. Moratti avrebbe, probabilmente, acquistato Lavezzi senza pensarci troppo e anche in mancanza di operazioni in uscita; l'attenzione dell'Asiatico per il bilancio ha, invece, fatto terminare il mercato senza sussulti, con eventuali entrate bloccate dal rifiuto di Guarin a cambiare squadra. I due sono proprio agli antipodi per quanto riguarda le filosofie alla base delle loro decisioni: mentre Tohir apapre più "aziendalista" e razionale, Moratti, nei suoi anni di presidenza, ha agito, talvolta, d'impulso, pensando più a far crescere una creatura che, al di là dei soldi, fosse in grado di divertirlo. In quel caso divertire voleva dire avere una squadra ricca di talenti che, oltre a farlo vincere, permettessero di vedere sprazzi di grande calcio e di esaltare il pubblico.

Una volta che la passione ha iniziato a scemare (e i costi ad aumentare) e sulla scia del Triplete, Moratti ha pensato bene di cedere la società a Tohir, più propenso a guardare al risultato piuttosto che al cuore. Forse anche per questo Tohir non ci ha pensato due volte a dare il benservito a molti collaboratori della società nerazzurra da diverso tempo, lasciandone all'interno della società meno della metà ed affidandosi a suoi uomini, probabilmente più esperti affini alla sua filofia di gestione delle imprese. È anche vero che l'acquisto dell'Inter da parte di Tohir ha comportato per quest'ultimo un esborso notevole, costringendolo ad ereditare una situazione complessa, evidenziata dagli 80 milioni di debito. Il magnate indonesiano ha anche dovuto richiedere diversi finanziamenti alleBanche (si parla di 230 milioni) che dovranno essere restituiti entro 5 anni; difficile, in queste condizioni, essere troppo disposti ad investire sul mercato a cuor leggero.

Il tutto si traduce in una maggiore attenzione al settore giovanile, che garantisce la possibilità di acquisire giocatori a costi assai ridotti, anche in termini di ingaggio; non a caso l'ammontare degli ingaggi attuali è di circa 10 milioni di euro inferiore a quello di pochi anni fa. Moratti e Tohir, per quanto diversi, comunque si stimano reciprocamente e si ritroveranno allo stadio San Siro per la partita di addio al calcio del capitano di lunghe battaglie Javier Zanetti.

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