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Inter, "partita doppia" fra il bilancio in rosso e i guai in campionato

Lukaku non rientra neppure sabato con la Roma e sarà in panchina contro il Barça

Inter, "partita doppia" fra il bilancio in rosso e i guai in campionato

L'Inter riprende la doppia partita (o partita doppia?) fra campo e bilancio. Il cda ha definito la perdita dell'ultimo esercizio, che a fine ottobre sarà approvata dagli azionisti: -140 milioni, dopo i -245 della stagione precedente. La squadra sta recuperando i pezzi sparsi per il mondo dalla settimana delle Nazionali, ma intanto non recupera il più importante, Lukaku, rimasto ad Appiano per curarsi e allenarsi. Nulla da fare, Big Rom salta anche la Roma e ben che vada sarà in panchina contro il Barcellona. L'infortunio era serio, sempre detto, e quindi Inzaghi deve ancora aspettare. Inter-Roma ha già l'altissimo gusto di una sfida da dentro o fuori. Mancherà Mourinho, squalificato e in tribuna, ma ci sarà Dybala, risparmiato dall'Argentina e come minimo in panchina.

Prima i conti, in rosso come sempre negli ultimi anni. Saranno gli Zhang a coprire la perdita: c'è chi applaude e chi si stupisce, ma dimentica che è il codice civile a obbligare la proprietà a coprire la perdita, superiore al patrimonio netto del club (91 milioni). Quindi, nessuna sorpresa, ma una semplice necessità. I soldi del resto, Suning se li è già fatti prestare un anno fa da Oaktree, 275 milioni (per i quali paga un interesse fuori mercato del 12%) di cui solo una prima tranche era stata iniettata nelle casse societarie.

Il problema dell'Inter è che questo risultato, il -140 milioni, è stato realizzato nell'anno della cessione di Hakimi e Lukaku con maxi plusvalenza (non i 100 milioni di cui si dice, ma un guadagno sempre molto importante, vedremo il dettaglio quando il bilancio sarà pubblicato). Vero è che nella stagione 21-22 i club non hanno potuto contare sui ricavi da stadio completi, ma vero anche che non siamo più allo zero o quasi delle stagioni in piena pandemia e infatti i ricavi consolidati sono cresciuti da 364 a 439 milioni. Ebbene, nonostante tutto ciò, il club perde circa 10 milioni al mese. In più, rischia di costare molto caro l'azzardo giocato in estate col contratto di Skriniar: se il giocatore non rinnova, l'Inter dovrà necessariamente venderlo a gennaio, alla metà di quanto il PSG offriva in estate, forse meno. Zhang avrebbe accettato l'offerta di 50 milioni dei francesi, Marotta (e Inzaghi) l'hanno convinto a tenere duro, ché sarebbe arrivata un'offerta più alta. Sappiamo come andata. Diverso il discorso, se Skriniar accettasse l'offerta dell'Inter, ma al momento non ci sono segnali in tal senso. Avesse venduto Skriniar, l'Inter avrebbe già anche preso il suo erede (Bremer), così come se si fosse liberata dell'ingombrante Correa, oggi Dybala vestirebbe di nerazzurro. E invece a godersi la Joya è l'amatissimo ex Mourinho. Di certo, dopo il crollo di Udine, e prima della sfida Champions col Barcellona, Inzaghi non può fallire il ritorno in campo. Contava su Lukaku, ma deve arrendersi all'evidenza. La Nazionale gli ha restituito la vitamina Dimarco, brillante in azzurro nel ruolo che fu di Perisic: probabile che venga confermato e consolidato sulla fascia sinistra, con la conseguenza di emarginare ancora di più Gosens, un altro degli acquisti onerosi e finora inutili di questi mesi, errori pesantissimi per un club in precario equilibrio economico.

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