James e Micov trascinano Milano anche a Istanbul

Per il basket italiano, sconvolto dall'idea di poter perdere la gloria di Cantù in un'acciaieria fallita, la musica senza tanto ritmo arriva dalle nuvole di Istanbul dove l'Armani vince 98-92 la sua quinta partita di eurolega sul campo del Darussafaka che resta in fondo al gruppo anche se la sua reazione ci dice che forse non sarà la peggiore del torneo.

Sembrava tutto facile per l'Armani, 26-19 dopo 10', ma come spesso le accade ecco le smagliature per noia, anche se la squadra turca aveva energia per mandare fuori giri i centri, per far perdere la luce a chi aveva cominciato bene come James, 8 punti subito poi una serie di banalità, 0 su 9 da 2, qualche palla persa, qualche difesa ariosa. Milano che a metà tempo era avanti 54-49, felice di aver ritrovato Nedovic dopo 3 settimane (13 punti), si spezzava in troppe parti. Il peggio nel terzo quarto quello del minimo storico e del tiro da 2 sotto il 33%. Il Darussafaka nella sua arena mezza vuota lasciava a 14 Milano e la scavalcava nel terzo tempo: 69-68.

Bastava la paura, però, a far ritrovare a Milano quello che ha sempre avuto: artiglieria pesante. Jerrels e Micov aprivano la danza, il 12 a 2 di parziale sembrava una fuga decisiva per la vittoria e invece tornava la gnagnera dei tempi di mezzo. La squadra di Ahmet Caki ritrovava il ventre molle dell'Armani e quando il nigeriano Eric poteva superarla si è mangiato il canestro da sotto. Era abbastanza. Una zampatina di James (21 alla fine) una di Micov (20) aprivano la strada per il mare libero. Vittoria con angoscia, fra le nuvole. Ben ritrovato a Nedovic (17), qualche cosa buona di Bertans (12), poco meglio Gudaitis (10) di Tarzewski, ma tutti e due andavano a farfalle. Guardare dentro questa vittoria però non ha senso. Milano è così, se ha paura rende, se è sicura si specchia. Questa volta è andata bene, speriamo che serva per trovare un cielo diverso, senza nuvole.