Juve-Inter, che ribaltone Sarri ritrova la fiducia Conte perso tra i dubbi

Il bianconero rivoluziona, il nerazzurro s'arrende e con Eriksen "pranza" da 100 € ma non mangia

La rivincita di Sarri. La sconfitta di Conte: fragorosa, quest'ultima. Anche al di là del punteggio con cui la sua Inter è uscita sconfitta dallo Stadium: «Non si possono fare confronti tra le due squadre le parole del tecnico nerazzurro - Il divario emerso nei due scontri diretti è stato chiaro. Loro sono come un grattacielo. E non è facile costruire partendo dalla base, avendoli di fronte: noi però dobbiamo essere visionari e trovare la luce».

Non si conoscesse l'animus pugnandi del tecnico leccese, parrebbe quasi il discorso di uno che non crede fino in fondo in quello che fa. La realtà è certamente un'altra, ovvio che sì: però il messaggio che ne scaturisce è quello di chi ha alzato bandiera bianca a dodici giornate dalla fine del campionato: addirittura tredici per l'Inter, dovendo recuperare il match contro la Sampdoria. Troppo presto, forse, per chiamarsi fuori. Correndo anche il rischio di influenzare negativamente un gruppo che a questo punto potrebbe anche correre il rischio di smarrirsi. Respinto due volte su due dalla Juventus, con anche la Lazio da inseguire e la testa magari un po' appesantita da pensieri tipo vorrei ma non ci riesco.

Emblema del tutto, manco a dirlo, Christian Eriksen: fortemente voluto e inseguito nel mercato invernale, arrivato tra squilli di tromba veri e propri, utilizzato con il contagocce non si capisce bene in quale ruolo e mai decisivo. Otto presenze nelle tre competizioni, quattro delle quali in campionato ma arrivando dalla panchina in tre occasioni: lampi rarissimi e la sensazione che faccia fatica a capire cosa davvero l'Inter voglia da lui. Ed è ovvio che tocchi a Conte risolvere il rebus: preteso il giocatore per sedersi al tavolo di un ristorante da cento euro per tornare a una metafora da lui stesso utilizzata ai tempi in cui guidava la Juventus non lo ha finora messo nelle condizioni di rendere al meglio. Insomma: nel momento in cui l'Inter doveva effettuare il salto di qualità, è arrivato il flop. Un po' sul campo e forse ancor più fuori dallo stesso.

Di contro, Sarri. Sballottato per settimane di qua e di là, ritenuto non idoneo a guidare la Juve, protagonista anche di gaffe mediatiche non da poco, il tecnico toscano si è preso una bella rivincita. Rivoluzionando la Signora, senza sbagliare nulla. E ricevendo risposte positive da parte di tutti i suoi giocatori. Coinvolti, partecipi, senza musi lunghi nemmeno da parte di chi era finito sorprendentemente in panchina. Pjanic, tanto per dire, è stato uno dei primi a postare la foto della squadra in festa, dentro lo spogliatoio. Per non dire di Dybala, entrato a gara in corso con la testa giusta e la capacità di graffiare, dipingendo calcio e segnando un gol meraviglioso. Nel momento più importante della stagione, la Juve ha insomma dimostrato di esserci e di essere unita. Pronta anche a sfottere gli storici rivali. Stavolta con Douglas Costa il quale, rispondendo al commento di un tifoso che, sotto il post celebrativo della vittoria bianconera, chiedeva di rispettare le distanze tra un giocatore e l'altro «altrimenti Marotta chiede la vittoria a tavolino», non ha esitato a rilanciare. E, alludendo alla posizione del dirigente nerazzurro di voler giocare la gara a porte chiuse, ha spiegato che «non erano chiuse bene le porte... Oppure la prossima volta si giocherà a luci spente».

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.