1988, è l’Europeo di Gullit e Van Basten. L’Unione Sovietica chiude un’epoca

In Germania l’Olanda conquista il suo unico successo. Un gol capolavoro del cigno di Utrecht entra nella Storia. E Giorgio Tosatti su Il Giornale ne esalta il talento: «Non abbiamo saputo apprezzare abbastanza il genio creativo di un fuoriclasse come Van Basten»

Si gioca in Germania, è il 1988, otto squadre nella fase finale, sette qualificate attraverso i gironi e una, la Germania Ovest, qualificata di diritto. Il 25 giugno 1988 a Monaco di Baviera l’Olanda batte l’Unione Sovietica per 2-0 e vince il suo primo Europeo. L’Italia è terza insieme alla Germania.Giorgio Tosatti su Il Giornale sintetizza le ragioni del successo: Titolo: «Olanda & Milan premiata ditta d’Europa.«Proprio all’ultimo capitolo del romanzo, il protagonista più atteso esce dall’ombra ed invade la scena.

Finalmente Gullit s’impossessa, in qualche misura, di questi Europei nei quali - per esigenze di copione - doveva recitare il ruolo di vice-Platini: l’erede, cioè, del monarca che quattro anni fa regalò alla Francia il primo e unico trofeo della sua storia calcistica. Anche «tulipano nero» lascia un’impronta sulla prima coppa conquistata dalla nazionale olandese: quel rabbioso colpo di testa, quel volare di treccine, quel gol già consegnato agli archivi. Meno stanco, più simile all’atleta ammirato nel Milan, Gullit conferma che i veri campioni falliscono di rado l’appuntamento decisivo. Ma il ruolo di protagonista assoluto gli è stato ormai sottratto da Marco Van Basten passato in pochi mesi dalla frustrazione dell’inattività al vertice dei valori europei. Nessun dubbio: la stella, il cannoniere, il trionfatore vero della competizione è stato questo talento di cui finora non avevamo apprezzato abbastanza la raffinatezza tecnica ed il genio creativo».

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