«C’è qualcosa di magico in questo gruppo», confessa capitan Carossino con gli occhi lucidi di chi ha appena finito di piangere. Ma questa volta non sono lacrime di sofferenza, come quelle versate nel 2007 quando un incidente lo costrinse a farsi amputare le gambe. Sono di gioia e commozione per un traguardo storico: la prima finale Mondiale della storia per la Nazionale di basket in carrozzina. Gli azzurri hanno superato 63-59 in semifinale la Gran Bretagna. Dopo aver battuto nei gironi gli Stati Uniti, campioni del mondo in carica, i ragazzi di coach Castellucci si sono tolti lo sfizio di superare anche gli inglesi, i favoriti alla vigilia della competizione.
A Ottawa, però, l’Italia ha trovato un’alchimia che nessuna delle rivali è riuscita a pareggiare. Un mix di talento e cuore, a fare da corredo a quella voglia matta di abbandonare il ruolo da comparsa per ricoprire quello da protagonista. Anche perché i ragazzi lo sanno bene come funziona lo sport: si accorgono di te solo quando conquisti qualcosa di prestigioso. Ecco, ora tutti sanno che questo gruppo ha già compiuto un’impresa e, che questa sera proverà a renderla ancora più grande. Ore 22.45: finalissima contro l’Australia - e diretta su Rai2 - per provare a salire sul tetto del mondo. «Non svegliateci adesso, stiamo vivendo un sogno», le parole di Papi su questa cavalcata della Nazionale. Voce a cui fa eco quella di coach Castellucci: «I ragazzi sono stati straordinari. Abbiamo fatto la storia, ora manca solo una partita». Ha proprio ragione Filippo, questa squadra ha qualcosa di speciale. Lo si legge nei loro occhi che brillano, mentre sperano che nessuno li svegli mai da questo bellissimo sogno chiamato realtà.
