Non ha chiesto di diventare un esempio per nessuno. Lo è diventata per tutti. Oltre lo sport. È la parte più bella dello sport che travalica i suoi confini per arrivare alla vita di tutti i giorni. Perché quello che ha fatto Federica Brignone è, anche, un esempio di vittoria che va oltre le difficoltà. Un manifesto di forza e coraggio per trovare quella determinazione che serve per fare un passo in più quando ci si sente troppo stanchi. Per non mollare. Per non lasciarsi andare al "non ce la faccio". È un messaggio che con la sua semplicità travolge tutti. Perché ognuno combatte una sua personale battaglia quotidiana. Contro il dolore, contro una malattia, contro la paura, contro l'ansia e la depressione, contro l'apatia. Contro il mondo intero o contro se stessi. Alzi la mano chi almeno una volta ha deciso di lasciare perdere, che no, non ce l'avrebbe mai fatta a raggiungere il suo obiettivo che poi magari era anche il suo sogno. Federica, senza nessuna ossessione, con la forza della semplicità, facendo quello che si sentiva di fare ha vinto non una, ma due medaglie d'oro alle olimpiadi, 10 mesi dopo essersi frantumata una gamba. Roba che le persone normali a malapena riescono a tornare a camminare. Altro che sciare. Altro che essere i migliori di tutti sfrecciando su due tavolette di legno, titanio e carbonio attaccate ai piedi. Eccolo, l'esempio.
Perché non è vero che se vuoi, puoi. Ma è vero che se ci provi, magari ce la fai. E quando è più difficile, quando ti viene voglia di mollare, quando la battaglia che combatti, qualunque essa sia, sembra troppo dura, fermati un attimo. E pensa a Federica.