Lippi lancia la Nazionale di Mancini: "Agli Europei e Mondiali per vincere"

Marcello Lippi si racconta a La Gazzetta dello Sport e incorona la Nazionale di Mancini, che si appresta a Euro2020

Lippi lancia la Nazionale di Mancini: "Agli Europei e Mondiali per vincere"

Quel 9 luglio 2006 chi se lo dimentica? In panchina c'era Marcello Lippi, che oggi in una lunga intervista si affronta i temi di più stretta attualità il calciomercato, lo Scudetto, la corsa Champions League. E anche la Nazionale, che si prepara a Euro2020.

A tutto tondo

Punto cardine della lunga chiacchiareta con La Gazzetta dello Sport è la Nazionale di Roberto Mancini, su cui Lippi è certo: "Faremo bella figura. L’Italia va a Europei e Mondiali soltanto per vincere, come Germania, Francia, Spagna, Olanda e Inghilterra. Roma darà una spinta di notti magiche in più". E spiega: "Questa Italia mi è piaciuta da subito? Perché dà risultati, spettacolo, speranze. Il progetto era ricostruire, recuperare l’immagine bella del nostro calcio in linea con la tradizione: obiettivo raggiunto alla grande. Ma ora c’è di più, il messaggio geniale che Mancini ha lanciato ai club: i giovani ci sono. E bravi. Bisogna soltanto convocarli e farli giocare. Lui l’ha fatto prima che alcuni mettessero piede in campionato. Obiettivo? Mancini ragiona come me. Ha la stessa impazienza di capire il valore della squadra. Io volevo il Mondiale: non mi bastava essere più bravo della Moldova, dovevo confrontarmi con le grandi. Avevo chiesto amichevoli con Germania, Olanda e Brasile che però costava troppo".

L'ex ct si sofferma anche sulla tattica: "Jorginho è importantissimo per gli equilibri e per la posizione in campo: non ce ne sono tanti come lui. Tonali mi piace come Zaniolo, però va a strappi, porta via i palloni, recupera e riparte, ha un gran tiro: al momento mi sembra più una mezzala a tutto campo. E poi c’è Sensi che incanta, è uno fuori dall’ordinario. Non importa che sia cinque centimetri in meno degli altri. In difesa Mancini ha tre-quattro punti fermi tra i quali Bonucci e Chiellini. Ho parlato l’altro giorno con Giorgio e gli ho detto: di solito sei abituato a cominciare, ora invece ti aggregherai in corsa per portare i compagni alla vittoria. Se lo merita. Poi c’è Acerbi e che importa se ha trent’anni: bravo a due, a tre, in attacco, al massimo non farà il prossimo Europeo se sarà fuori età. E tra i giovani sta crescendo Mancini. Bravo. Deciso. Ha fatto bene anche a centrocampo".

Ovviamente il discorso non può che affrontare lo scontro della stagione: la nuova Inter di Antonio Conte e la Juventus che si è affidata al sarrismo. Le due società stanno puntando forte sul mercato di gennaio per rinforzarsi e arrivare pronte allo sprint finale. I bianconeri hanno comprato Dejani Kulusevsky: "Davvero un gran colpo - spiega l'allenatore nato a Viareggio - Lo seguo, mi piace tantissimo, è forte fisicamente e tecnicamente, ha grandi accelerazioni e orizzonti ancora senza limiti. Dipende poi se arriverà subito o l’anno prossimo, ma Kulusevski è un nome del futuro". Mentre l'Inter ha nel mirino Vidal: "È un grandissimo acquisto per Conte - sottolinea alla Gazzetta - Una garanzia immediata. Un assegno in bianco. L’Inter ne ha bisogno in mezzo, ha forza, esperienza. Ma le ultime giornate e la Supercoppa hanno detto che Lazio e Roma sono lì e se la giocano alla pari per lo scudetto: sarà una lotta a quattro, fino alla fine".

Seppur brevente, Lippi affronta anche il tema del suo futuro professionale: "A cosa sono interessato? Lo dico subito:

a nessun club italiano ed europeo. Se anche una squadra di grandissimo valore mi contattasse, direi no. Non ho più voglia. Se dopo agosto una nazionale mi cercasse, con un buon progetto, allora potrei rifletterci".

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