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Nuove regole Atp per soccorrere i tennisti, Sarri capopopolo contro i troppi infortuni nel calcio

(FILES) Italy's Jannik Sinner reacts to beating Germany's Alexander Zverev during their men's singles final tennis match on the fourteenth day of the 2026 Wimbledon Championships at The All England Lawn Tennis and Croquet Club in Wimbledon, southwest London, on July 12, 2026. His entourage announced on October 6, 2026, that Italy's Jannik Sinner the world No. 1, who has been absent from the ATP Tour since his Wimbledon title in mid-July, will not play again in 2026 due to a right knee injury. (Photo by Kirill KUDRYAVTSEV / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE

Non fa gol, canestro da tre punti e nemmeno un ace all’incrocio delle righe, ma il calendario è ormai grande protagonista di molti sport. Il tennis ha toccato l’apice degli infortuni negli ultimi dodici mesi: la rottura del tendine d’Achille di Rune un anno fa, il polso di Alcaraz e ora il ginocchio di Sinner. Nel calcio il dibattito nasce ancora più da lontano e Sarri è sempre stato in prima linea. Non sorprende, dunque, il suo sfogo giovedì sera dopo l’infortunio di Raspadori nel match di Conference: «Il calendario è folle, ci vorrebbe un esposto a Lega, Fifa e Uefa. Mi sorprende che l’associazione calciatori non dica nulla». Parole mal digerite dalla stessa AIC, che ha risposto ieri mattina al tecnico: «Dispiace che ci tiri in ballo in questi termini. La tutela

dei giocatori rappresenta da sempre una delle nostre priorità». Ma alla fine, a rimetterci sono gli stessi interpreti: Kean che torna a Como acciaccato con tanto di botta e risposta sulle responsabilità tra Fabregas e lo staff medico della Nazionale, Lautaro e Konè che vanno ko in Champions, Saelemaekers costretto all’intervento chirurgico e out a lungo.

Nel mondo Nba la questione è accesissima ormai da anni: le stagioni regolari da 82 partite sono troppo logoranti a detta di molti. E anche l’Eurolega, con le squadre spesso chiamate al doppio turno inserito tra una gara di campionato e l’altra, sta diventando un tour de force. Il risultato è inevitabile. Cresce il numero degli infortuni, ne risente il bel gioco.

La coperta, insomma, da un lato o dall’altro, finisce per accorciarsi.

Il primo a promuovere una soluzione concreta a questo problema è stato il presidente dell’Atp, Andrea Gaudenzi, con una proposta in ottica 2028. «Vogliamo cambiare il sistema dei punteggi, aumentando il divario tra tornei minori e maggiori. Così i giocatori sarebbero incentivati a giocare meno e il rischio infortuni si ridurrebbe di conseguenza». Chissà che questo tentativo non possa smuovere qualcosa anche in altre leghe e società, un po’ tipo effetto domino.

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