Mancini e il coronavirus: "Resto in Italia e sono ottimista. Tutto andrà bene"

Roberto Mancini si è detto fiero di essere italiano in questo periodo d'emergenza per via del coronavirus: "Ho piena fiducia nei nostri medici che stanno facendo un lavoro eroico. Voglio sentirmi vicino a chi è in difficoltà"

Roberto Mancini, da subito e in maniera molto saggia, ha messo in secondo piano gli Europei di calcio vista l'emergenza coronavirus. "Attendo e mi atterrò a quello che sarà deciso", aveva detto il commissario tecnico dell'Italia un paio di settimane fa. Oggi che il coronavirus ha preso il sopravvento in Italia, in Europa e nel mondo il Mancio in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport si è detto fiero di essere italiano: "Non ci penso neanche a lasciare l’Italia, perché io mi sento sicuro qui e ho piena fiducia nei nostri medici che stanno facendo un lavoro eroico. Voglio sentirmi vicino a chi è in difficoltà. E lo dico da semplice cittadino, non perché ho un ruolo istituzionale e rappresento l’Italia".

Mancini ha poi commentato la situazione del nord Italia, maggiormente colpito dall'ondata di coronavirus: "Il filmato del convoglio militare che portava via le bare da Bergamo è stato un pugno in faccia, l’immagine più dura, più impressionante. Nessuno era pronto a questo inferno. Pensare che la gente muore perché mancano i letti in rianimazione".

L'ex allenatore dell'Inter ha poi parlato dell'Europeo 2020 che è diventato di colpo Euro 2021: "Ci abbiamo perso tutti, partiamo da questo. Poi è chiaro che il recupero di un giocatore dalle caratteristiche uniche come Zaniolo è importante e che i tanti giovani che abbiamo, tra un anno, saranno cresciuti in esperienza. Nelle settimane scorse ho chiamato qualche giocatore, specie quelli infortunati e in dubbio. Ho lavorato sulle amichevoli con Inghilterra e Germania e ho cominciato a impostare l’Europeo, è stato cancellato tutto. Confesso che la botta della delusione l’ho sentita. Mi sono fermato".

Mancini ha poi commentato la sua quarantena: "Ogni giorno faccio un po’ di sport sul terrazzo. Leggo, mi tengo informato alla televisione. Dopo cena le ore si fanno un po’ più lungo. L’altra sera ho visto Don Matteo... Ma io penso sempre positivo. Sono convinto che a maggio il campionato ripartirà, recupereremo la nostra normalità e io potrò incontrare negli stadi tutti i miei giocatori e riunire in qualche modo la Nazionale". Infine, il commissario tecnico ha parlato della possibile ripresa del campionato di Serie A che non si sa ancora quando potrà riprendere anche se si parlata tra il 2 e il 16 maggio con chiusura tra fine giugno e metà luglio: "Dopo quello che è successo, i giocatori avranno così voglia di giocare che l'entusiasmo compenserà la stanchezza. Sono convinto che torneremo a divertirci".

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