Erano in otto giovani e forti, arbitro: Iván Arcides Barton Cisneros (El Salvador), assistenti di linea David Jonathan Morán Santos (El Salvador), Henri Antonio Pupiro Esquivel (Nicaragua), quarto assistente Adam Makhadmeh (Giamaica) e Oshane Anthony Nation (Giamaica), al Var: Khamis Mohamed Al Marri (Qatar), Avar: Tatiana Auxiliadora Guzman Alguera (Nicaragua), AAVar Celeb Wales(Trinidand&Tobago). È la squadra arbitrale Fifa per Turchia-Paraguay. Passano alla storia del calcio per avere applicato, per primi, la regola che prevede l'espulsione di un giocatore che ha portato la mano alla bocca per nascondere insulti e offese all'avversario. È toccato al paraguagio Almiron entrare nell'archivio mondiale, lo ha beccato non l'arbitro Barton ma il turco Muldur, avversario di campo, che con raffinato fair play, ha fatto da spia segnalando al salvadoregno Barton il misfatto. Barton di nulla si era accorto, il suo staff di campo anche, richiamato al Var ha avuto conferma della "mano-messa-alla-bocca") vai con il cartellino rosso mentre il delatore Muldur, in stile Bastoni, esultava a braccia levate per la sanzione. Tutto questo è nato dal caso di Benfica-Real Madrid di champions league, l'argentino Prestianni si era coperto con la maglia la bocca rivolgendo parole offensive a Vinicius jr, caos in campo e squalifica di sei giornate per il provocatore mascherato, da qui nuova regola. E dire che la Turchia le stava beccando e così sarebbe finito l'incontro, seconda sconfitta nonostante il vantaggio dell'uomo in più.
La vedo male per Vincenzo Montella, a Istanbul speravano in un viaggio mondiale di grandi sorprese ottomane, 0 punti dopo 2 partite e la prossima contro gli Stati Uniti, venerdì 26 giugno, alle cinque e mezzo del mattino per i tifosi turchi, potrebbe segnare la disfatta e il ritorno a casa. Non posso immaginare come e quando.