La mano di Spalletti

Sette mesi da ct, otto gare con 5 vittorie e un solo ko in Inghilterra, 48 calciatori convocati (36 impiegati), 17 gol fatti e otto subiti

La mano di Spalletti
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Sette mesi da ct, otto gare con 5 vittorie e un solo ko in Inghilterra, 48 calciatori convocati (36 impiegati), 17 gol fatti e otto subiti. Questi i numeri del cantiere di Luciano Spalletti che dal suo arrivo sulla panchina azzurra ha già dato un'impronta chiara alla sua truppa e ha indicato la strada da seguire: giusta disciplina, in campo e fuori; alcuni principi interessanti di gioco (il 3-4-2-1, ma anche quelli dell'interista Inzaghi e del romanista De Rossi) per trovare soluzioni tattiche alternative che rendano l'Italia meno prevedibile; una convivenza multimediale, con la app per eseguire i «compiti» a casa.

È presumibile quindi che nei venti giorni di lavoro prima del debutto agli Europei contro l'Albania, Spalletti possa sfornare una squadra pronta. «Molti dei giocatori che erano con noi negli Usa verranno in Germania a giugno, i calciatori sono questi, tranne qualcuno che è rimasto fuori stavolta e qualcuno che ha giocato nell'Under 21», ha detto il ct in chiusura della tournée. Sarebbero almeno sedici quelli già promossi, al netto di infortuni (Berardi già escluso) e cali repentini di rendimento, mentre dalla squadra di Nunziata potrebbero fare il salto i bolognesi Calafiori (difensore) e Fabbian (centrocampista). Per i vari Casadei, Gaetano, Baldanzi che piacciono tanto al ct ci sarà spazio forse da settembre. E più avanti, in ottica mondiali, si visionerà anche il 16enne Camarda.

Avrebbero già il biglietto in tasca i portieri Donnarumma e Vicario, i difensori centrali Bastoni e Mancini, gli eclettici Di Lorenzo e Darmian, il terzino Dimarco, i centrocampisti Barella, Jorginho, Pellegrini e Frattesi oltre a Cristante assente concordato negli Usa, gli attaccanti Chiesa, Raspadori, Retegui e Zaniolo. Per i restanti posti una rosa ampia di oltre venti elementi, compresi i due Under già citati: tra chi non era presente negli Usa tentano il ripescaggio Immobile e Scamacca per il ruolo di centravanti; fra i centrali di difesa c'è Gatti ma anche Acerbi, su cui incombe la sentenza di oggi sul caso razzismo; chance per Pessina a centrocampo, Politano ed El Shaarawy per gli esterni.

Al netto dei soli 8 gol segnati dagli attaccanti e delle prove di nuovi moduli con Venezuela ed Ecuador, resta da stabilire se sia da preferire un nove vero (il già identificato Retegui) o un falso centravanti (con Raspadori che avendo più caratteristiche da seconda punta fatica in questo ruolo). La crescita di Chiesa e Zaniolo darà indicazioni su come muoversi davanti, come la condizione dei difensori stabilirà se tornare alla difesa a 4. La sensazione è che intanto sia importante creare un gruppo unito, sulla falsariga di altre nazionali azzurre vincenti senza nomi altisonanti (vedi l'Italia di Mancini nel 2021).

Il dato sui goleador della Nazionale mostra infine come resti fondamentale anche col nuovo ct il peso di centrocampisti (Pellegrini e Barella, a segno con l'Ecuador) e difensori. Sperando però di ritrovare un 9 all'altezza di quelli del glorioso passato azzurro.

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