Milan, Niang parla da leader: "Io capitano? Perché no, sono qui da 4 anni"

Niang ha già segnato contro l'Inter ed pronto per il derby di Milano che si giocherà domani sera. Il francese si è anche detto pronto a diventare capitano del Milan

Milan, Niang parla da leader: "Io capitano? Perché no, sono qui da 4 anni"

M'Baye Niang è stato acquisto dal Milan nell'estate del 2012. Il giovanissimo attaccante rossonero, che compirà 22 anni il prossimo 19 dicembre, ci ha messo un po' di tempo ma finalmente ha conquistato un posto da titolare in rossonero. Fino a questo momento Niang ha disputato 69 partite complessive con la maglia rossonera condite da 12 reti e ai microfoni del Corriere della Sera ha parlato del derby che si giocherà domani sera contro l'Inter, del tecnico Vincenzo Montella e del buon andamento della squadra in questa prima parte di stagione: "Segnare al derby? Potrebbe essere importante per vincere, ma siamo giovani, dobbiamo pensare prima al gruppo che ai singoli. Montella? Quando si è presentato ci ha detto: “Di questa squadra farò un gruppo”. È così. Quando in partita abbiamo un momento difficile è il gruppo che ti fa andare oltre. Però siamo solo all’inizio: arriveranno le difficoltà in stagione e lì dovremo essere più uniti che mai. Cos'è scattato dall'anno scorso a quest'anno? Ci siamo resi conto di quello che potevamo fare. Siamo un bel mix, con 26-27 calciatori che possono giocare tutti. Ora non ci dobbiamo montare la testa. Siamo terzi, ma basta che perdiamo una partita e torna tutto come prima".

Niang crede che il Milan possa fare ancora meglio e ha poi respinto al mittente le accuse di essere un bad boy, si è dichiarato uno dei leader del gruppo rossonero e si è candidato per la fascia di capitano: "Nessuno si aspettava fossimo così in alto, ora possiamo fare il nostro campionato dando il meglio. Il Milan deve tornare in Europa. Io bad boy? Questa è una cos che dite voi, io sono un ragazzo normale che da giovane ha fatto qualche errore. L’importante è che ho capito di aver sbagliato. Sono anche sfigato perché tutto quello che faccio viene fuori, perciò non farò più niente. Mi sento leader della squadra perché so quando c’è bisogno di lanciare una voce, di dare consigli ai più giovani, di essere trascinatore. Io capitano= Perché no? Sono qui da quattro anni, ho vissuto momenti che mi sono serviti da esperienza, penso di essere importante nello spogliatoio e cerco di esserlo sempre di più".

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