Il Milan di Romagnoli ora sente aria di Ibra

In Svezia alcune voci: Zlatan rossonero Intanto Alessio firma e Galliani lo incorona: "Sei giovane e diventerai la nostra bandiera"

Il Milan di Romagnoli ora sente aria di Ibra

Sbarca Romagnoli, si può sbloccare Ibrahimovic. Diventato rossonero il difensore, ora tocca all'attaccante. Nel giorno in cui Mino Raiola smentisce di aver detto alla stampa turca di un'offerta del Galatasaray, dalla Svezia si riaccende l'attenzione sul possibile ritorno dell'attaccante al Milan, anche attraverso i tweet di chi è in confidenza con la famiglia dello svedese. Affare difficile per i tanti pezzi del puzzle da incastrare, ma non impossibile. E nelle prossime ore sarebbe in programma un incontro tra il Psg e i rappresentanti del giocatore, il segnale che è stata trovata una chiave per sbloccare la trattativa, per convincere la resistenza a cedere Zlatan dello sceicco Al Khelaifi. Se così dovesse essere, il Milan avrebbe un vantaggio decisivo sulla concorrenza, anche perché sia Silvio che Piersilvio Berlusconi avevano già espresso il gradimento su Ibrahimovic.

Aspettando Ibra, Alessio Romagnoli va di corsa. «Voglio la tredici di Nesta» dice al mattino. Subito accontentato perché il Milan ieri sera ha poi comunicato la lista ufficiale dei numeri. E per Romagnoli c'è proprio il tredici che fu di Nesta, il suo modello. Stesso ruolo, uniti anche dal diminutivo del nome: Ale. E Nesta lo accoglie con un tweet: «In prospettiva può diventare un grandissimo, in bocca a lupo! I romani hanno sempre fatto bene a Milano». Romagnoli, neanche l'avesse sentito, al mattino aveva detto: «Ma per arrivare al suo livello ce ne vuole». Fatto sta, addio al “46” indossato in onore di Valentino Rossi, che un giorno gli recapitò anche un messaggio: «Giochi con il numero giusto».

Romagnoli si lascia alle spalle Roma: «Con Garcia avevo un buon rapporto. Mi aveva detto che voleva tenermi. Poi abbiamo parlato con la Roma e siamo arrivati a questa soluzione». Grazie e arrivederci, dunque. Non prima di aver innescato un derby capitolino “social”, lui che non ne ha mai giocati. Atterra a Milano e in rete gira una sua foto con la maglia della Lazio, e giù una valanga di cinguettii e sfottò. Anche per via di quei 25 milioni scuciti da Sabatini a Galliani.

Tanti soldi, ma Romagnoli non si scompone: «Sono stato pagato tanto, ma darò tutto me stesso». Ad aggiungere pressione l'investitura importante di Galliani: «Sei un ragazzo e per questo pensiamo tu abbia tutto il tempo per diventare una nostra bandiera… come nella tradizione dei grandi difensori di scuola rossonera». Il benvenuto dell'ad rossonero in cui si conferma la firma del contratto fino al 30 giugno 2020.

Il Milan lo ha voluto fortemente, Sinisa Mihajlovic di più, al limite del «o lui, o nessuno». Conferma lo stesso Romagnoli: «Sono qui perché Mihajlovic mi ha detto che se c'era la possibilità mi avrebbe portato al Milan con lui». Detto e fatto. La sua prima giornata rossonera si è conclusa con l'allenamento a Milanello. E oggi debutterà nel Trofeo Tim con Inter e Sassuolo. Infatti Romagnoli (out Menez e Zapata) salirà sul Frecciarossa 1000 che questa mattina porterà a Reggio Emilia nerazzurri e rossoneri insieme. Romagnoli si cala subito nel gruppo: «Non sono il salvatore della patria, ci sono altri difensori buoni. Io devo stare tranquillo». Certo che il Milan era nel suo destino, avendolo affrontato proprio al debutto in Serie A: «Un cerchio che si chiude». Aspettando Ibra, il Milan è già nel futuro con il nuovo “Ale, 13”.

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