Motogp, scintille Marquez-Rossi. Lo spagnolo: "Nervoso? No, io lotto per il titolo"

Valentino Rossi e Marc Marquez hanno rischiato l'impatto durante le qualifiche del gran premio di Misano. Il Dottore: "Perplesso". Lo spagnolo piccato: "Io sono sereno, lotto per la vittoria del mondiale"

Motogp, scintille Marquez-Rossi. Lo spagnolo: "Nervoso? No, io lotto per il titolo"

Scintille a Misano durante le qualifiche del gp di San Marino tra Valentino Rossi e Marc Marquez che alla fine hanno chiuso rispettivamente al settimo e quinto posto in classifica. La pole position è stata conquistata dal compagno di squadra del Dottore Maverick Vinales che oggi in gara darà battaglia per portarsi a casa il gran premio. Di fianco allo spagnolo in prima fila ci saranno Pol Espargaro, fantastico secondo posto, e Fabio Quartararo, quarto posto per Petrucci, sesto Dovizioso dietro appunto a Marquez.

In conferenza stampa il fuoriclasse di Tavullia è tornato a parlare della manovra azzardata che ha portato all'incrocio con Marc Marquez durante le qualifiche: "È un grande peccato, speravo di stare nei primi 5 perché avevo il potenziale per farlo. Però ho un buon passo, mi è mancato il giro finale per un po' di traffico e altro. Com'è che ha detto Marc? Io lo stavo aspettando, boh, non lo so, non capisco. Io ho visto che quando sono andato largo lui mi è venuto subito a bloccare per esaurire le mie ultime possibilità, poi ho visto un cenno con la mano. Ah, lui dice che non erano per le scuse".

Anche Marquez ha voluto prendere parola per spiegare l'accaduto: "Rossi? Io sono uscito da solo, nonostante molti dicano che prenda la scia e nel rettilineo dietro ho trovato Rossi che aspettava. Io non avevo ragione di spingere, ho fatto un giro piano dietro a lui e poi in quello dopo abbiamo spinto entrambi. Lui uscendo dalla curva 6 ha toccato il verde, e andava un po' più piano, io l'ho passato al rettilineo dietro e dopo, alla curva veloce, sono andato sul verde, ma dalla moto non ho capito bene se e quanto, così ho continuato a spingere. Alla curva 14 lui è entrato molto forte e tutto dritto: non è una velocità a cui si possa fare quella curva e non so quale fosse la sua intenzione, va chiesta a Vale, ma per me è importante averlo visto in tempo e non esserci toccati".

Il sette volte campione del mondo ha poi però riservato una piccola puntura ai critici e anche allo stesso rivale di sempre: "Nervoso? No, perché non è la mia lotta: io lotto per il campionato, forse lo è per qualcun altro che non può lottare per il campionato.. Il mio gesto con la mano? Onestamente non era di scuse, ma per dire 'cosa è successo qui?', perché in Q2 quello stile di sorpasso è un po' strano".

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