Nelle consultazioni cinesi l'Inter trova persino Zola

Anche l'ex Chelsea al casting. Marcelino l'unico straniero Atteso per oggi l'annuncio. E Suning liquida Bolingbroke

Nelle consultazioni cinesi l'Inter trova persino Zola

nostro inviato ad Appiano G.

E al settimo giorno l'Inter avrà il suo allenatore. Sorprese permettendo. Come quella di ieri mattina con Gianfranco Zola entrato prepotentemente in corsa per la panchina nerazzurra. Colloquio per il baronetto in mattinata e rientro in Spagna. Per l'ex tecnico, tra le altre, di West Ham e Cagliari, ottima impressione e stessa conclusione: «Le faremo avere una risposta entro domani (oggi, ndr)». Rimescolate dunque tutte le carte con Kia Joorabchian che a questo punto non spinge più per Marcelino, l'unico straniero rimasto in corsa e che se la vedrà con Pioli in risalita e Zola che rischia di sbancare il tavolo con un autentico colpo di teatro. Tutti e tre insomma restano in corsa.

Perché l'inusuale procedura che ha portato alla scelta dell'allenatore è paragonabile, citando l'attività imprenditoriale principale della proprietà, alla selezione del direttore di un centro commerciale. Non tanto per l'inedita procedura adottata, perché tutte le società incontrano allenatori, quanto per la platealità della situazione.

Comunque il vertice di ieri sera della dirigenza dopo aver finito i colloqui, compreso un secondo con Marcelino per approfondire la conoscenza, porterà all'annuncio del nome nella giornata di oggi. Anche perché dopo la partita con il Crotone la spedizione cinese dovrebbe far rientro a Nanchino, a meno di stravolgimenti dell'ultima ora. Quindi difficile pensare che Steven Zhang, figlio del patron di Suning, Jun Ren, braccio destro, e il vicepresidente Yang Yang rientrino senza aver scelto. Nonostante i depistaggi, anche ieri al tavolo erano seduti quattro cinesi di Suning e la dirigenza sportiva nelle persone del vicepresidente Zanetti, del dg Gardini e del ds Ausilio.

E la settimana che si conclude non è solo quella dell'esonero di Frank De Boer, ma anche quella della risoluzione del contratto con Michael Bolingbroke, l'ad che se ne va con qualche mese d'anticipo e una buonuscita da circa due milioni di euro. Era uno degli uomini forti del presidente Erick Thohir e il suo addio è la conferma che ormai Suning ha preso in mano definitivamente il comando del club. Il magnate indonesiano è ancora più ai margini del club. D'altra parte all'assemblea dei soci il suo rappresentante Isenta Hioe aveva detto: «Resteremo fino a quando Suning vorrà». Questa accelerata porterà nella posizione apicale del club un uomo di fiducia della nuova proprietà: sarà un cinese. Magari lo stesso Yun Ren che ha seguito da vicino il caso allenatore e oggi sarà allo stadio. Dove è prevista la contestazione dei tifosi, iniziata da uno sparuto gruppo di tifosi nella notte di Southampton, e ieri confermata dalla copertina della rivista che oggi la curva nord distribuirà allo stadio. Dal titolo inequivocabile: «Vergognatevi tutti».

Di certo il messaggio non riguarda Stefano Vecchi che anzi, consapevole del proprio destino, ma con una dignità rara per questo mondo chiama a raccolta tutti in una conferenza stampa che passerà alla storia per essere la meno affollata nella storia dell'Inter, una manciata di giornalisti e due gatti a bere nelle pozzanghere del parcheggio interno della Pinetina. «Uno nostro slogan recita abbiamo l'Inter nel cuore. Io credo che quando si vuole bene a qualcuno si cerchi di dargli una mano. Mi auguro che i tifosi lo facciano». Lui lo farà e parte dall'isolare la squadra da quanto sta succedendo fuori: «Non se ne parla, pensiamo solo al campo». Anche se sulla sua prima a San Siro che potrebbe essere anche l'ultima alza la testa: «Vogliamo fare bella figura anche se probabilmente dopo il Crotone non ci saremo più». Non è un Inter per Vecchi, ma è tutto da dimostrare che lo sarà per il successore di De Boer. Marcelino, Pioli o Zola, in rigoroso ordine alfabetico aspettano la benedizione cinese.

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