Nello slalom più folle risorge Razzoli

Saltano i big, vince Yule. Giuliano quinto dopo tre anni con il n° 69

Maria Rosa Quario

La gara più folle che si ricordi finisce con un clamoroso replay dello slalom olimpico, con i primi due della prima manche, Hirscher e Kristoffersen (e chi se no?), che inforcano uno dopo l'altro nelle primissime porte della seconda, lasciando via libera agli altri, ai piazzati di sempre che però non si rassegnano e ogni volta ci provano, sperando che i mostri imbattibili prima o poi sbaglino. Lo svizzero Daniel Yule conquista così la prima vittoria della carriera, con lui sul podio salgono gli austriaci Schwarz e Matt, ma idealmente anche tutti gli uomini che hanno preparato il Canalone Miramonti in modo tale da permettere a 15 atleti partiti oltre il numero 30 di qualificarsi per la seconda manche e a farci godere di imprese incredibili. Su tutte, quella di Giuliano Razzoli, al via con il numero 69, 10° a metà gara e 5° alla fine, un risultato che al campione olimpico 2010 mancava da quasi tre anni, visto che dopo l'infortunio al ginocchio del gennaio 2016 non era più riuscito a vedere la luce e nella scorsa stagione addirittura non era mai riuscito a qualificarsi per la seconda manche.

Alle sue spalle ecco Manfred Moelgg, sesto, e c'è rammarico per l'uscita nella seconda manche di Alex Vinatzer, il diciottenne che con la sua velocità sta mettendo pressione ai vecchi e che con l'ottavo tempo era il miglior azzurro a metà gara. La sua voglia di strafare lo ha poi tradito in una seconda dove l'esperienza contava parecchio, non per niente altri giovani emergenti come il francese Noel e lo svizzero Meillard hanno sbagliato e perso un'occasione d'oro.

Gara divertente come un film d'avventura, con colpi di scena fino al gran finale che ha lasciato tutti a bocca aperta e Giuliano Razzoli con la lacrima pronta a sprizzare dai suo occhi azzurri: «E' incredibile, ma in realtà ci ho sempre creduto, se no non sarei qui. E' stata dura sprofondare nelle classifiche fino a dover partire con il 70 e difficile è anche restare al passo con i giovani che avanzano e portano novità nella tecnica. Risorgere nell'atmosfera magica di questa pista mi ripaga di tutti i sacrifici fatti in questi anni per tornare fra i migliori del mondo». Soddisfatto anche Moelgg: «Anche i marziani sbagliano, per noi slalom-gigantisti è stata una settimana intensa, evidentemente hanno avuto un calo di concentrazione e noi sorridiamo».

A Courchevel non sbaglia invece Mikaela Shiffrin, che per la quarta volta consecutiva batte Petra Vlhova in slalom e vince la cinquantesima gara della carriera, la settima negli ultimi due mesi. Chiara Costazza finisce nona.