Cortina "Qualcuno deve pur arrivare quarto": mettiamola così, bisogna sempre trovare un perché delle cose. Poi però succede questo: fai il terzo tempo nella gara delle Olimpiadi del tuo Paese, eppure rimani giù dal podio perché a questo si aggiunge che quelle davanti a te fanno lo stesso tempo sia nella prima che nella seconda manche, il che vuol dire argento a ex-aequo. Si può dire qualcosa modello curling canadese? Si può dire.
Lara Della Mea è il volto double face dell'azzurro gigante, e provate a vestire i panni di una che è a un passo dal bronzo ma che deve tifare contro una sua compagna di squadra, e che compagna tra l'altro: "Ci ho provato, e questo mi fa stare tranquilla e non avere rimpianti. Sono contenta per Federica: ha fatto una roba veramente incredibile. A me sarebbero bastati cinque centesimi per una medaglia, però alla fine ho dietro anche tante ragazze a pochissima distanza in classifica che potrebbero dire la stessa cosa. Le gare sono così: dispiace ma bisogna accettarlo".
Bisogna soprattutto aver coraggio, d'altronde, e a lei non è mai mancato: Lara di Tarvisio, che è il suo paese d'origine ed è scritto anche sul casco, non ha avuto neppure lei vita facile sugli sci. Per dire: ai mondiali di Cortina del 2021 si ruppe un ginocchio e il suo urlo di dolore riecheggia ancora tra le vette delle Dolomiti.
Per questo tornare sulla stessa pista e sfiorare l'impresa in fondo è un successo, anche perché partiva da un quindicesimo posto nella prima manche, e dunque di avversarie per dire anche Michaela Shiffrin ne ha messe alle spalle. "Al cancelletto mi sono detta: devi dare tutto perché comunque è una gara stretta, devi fare la differenza perché se no non porti a casa niente ha commentato così la quasi impresa . Mi spiace solo di aver sbagliato su un dosso, senza quell'errore sarebbe un'altra storia". Invece ecco Hector e Stjernesund pari merito del pari merito: non è mai capitato, non capiterà mai più. "Ora ci riprovo con lo slalom, posso fare bene", l'ottimismo non le manca.
Finiscono qui invece i giochi di Sofia Goggia, che aveva fatto sperare con il terzo tempo in prima manche ed è finita decima: "Certo, finire a 25 centesimi dal podio fa un po' rosicare, ma d'altronde è successo a tante.
Dalle Olimpiadi mi porto via il bronzo e il fatto che sia in SuperG, fino all'uscita di pista, che in gigante, che non è la mia disciplina, ho sciato davvero bene. Lo sport dà e toglie, bisogna accettarlo. E comunque aver vinto una medaglia in discesa è una grande soddisfazione". Lo dice proprio mentre suona l'inno di Mameli, ma stavolta non è per lei. E un po' si vede.