Un portiere bambino e Gattuso sulla porta tra Ancelotti e il Napoli

Con il Genk per passare il turno ma potrebbe non bastare: «La mia valigia è sempre pronta»

C'è un ragazzino tra Carlo Ancelotti e il passaggio dei gironi in Champions. E c'è il fantasma di Gennaro Gattuso. Il tecnico del Napoli sembra sempre più vicino all'addio alla panchina e la qualificazione agli ottavi di Champions potrebbe non bastare per andare avanti. Anche se l'obiettivo, per lui, non può che essere quello: vincere. Poi si vedrà. Il tecnico, in 17 edizioni, ha fallito solamente tre volte gli ottavi: lo scorso anno con il Napoli e a inizio carriera con Parma (1997) e Juventus (2000).

Un ragazzino e un fantasma. Il ragazzino non è ancora maggiorenne, si chiama Maarten Vandevoordt e stasera tra i pali del Genk ci sarà lui, a 17 anni e 287 giorni, per stabilire il nuovo primato dei baby portieri di Champions. Lo soffierà al connazionale Mile Svilar, che nel 2017 difese la porta del Benfica contro il Manchester United a 18 anni e 52 giorni di età, superando per 125 giorni il record di precocità detenuto da Iker Casillas per quasi vent'anni. Un predestinato? Gli indizi ci sono, visto che proviene dalla fabbrica di talenti per eccellenza del calcio belga, il Genk appunto, capace nel corso degli anni di proporre al grande calcio giocatori quali De Bruyne, Courtois, Milinkovic-Savic, Ndidi, Carrasco e Koulibaly. Nel vivaio il classe 2002 Vandevoordt è cresciuto sotto la guida di Guy Martens, l'uomo che ha costruito la carriera di due dei tre portieri della nazionale belga: il citato Courtois e Koen Casteels.

Il Genk ha raccolto l'unico punto della sua campagna di Champions contro il Napoli, ma è proprio il pareggio ottenuto alla Luminus Arena a impedire agli uomini di Ancelotti di affrontare l'ultima giornata della fase a gruppi con la qualificazione matematica già in tasca. Nel frattempo i belgi hanno cambiato allenatore perché in campionato stanno andando malissimo un po' come il Napoli e il subentrato Hannes Wolf ha davvero poco da perdere. Più che il Genk, però, a tenere in apprensione i tifosi del Napoli è il Napoli stesso, piombato in una crisi di gioco e di risultati mai visti nelle ultime stagioni. La vittoria manca dal 23 ottobre (3-2 in casa del Salisburgo), in Serie A il pareggio di sabato a Udine ha portato a sette i turni senza un successo, con la vetta lontana 17 punti e la zona Champions 8. Gli unici numeri che sorridono ai partenopei arrivano proprio dalla Champions, dove basta un punto stasera (o la mancata vittoria del Salisburgo sul Liverpool, indipendentemente dal risultato del San Paolo) per staccare il biglietto per gli ottavi. Ma anche in caso di pareggio e arrivo a pari punti con inglesi e austriaci in testa al girone, gli azzurri sarebbero primi grazie agli scontri diretti.

Uscire con queste combinazioni a disposizione sarebbe un'impresa al contrario e chiuderebbe definitivamente l'avventura di Ancelotti a Napoli. Anche se l'addio potrebbe arrivare in ogni caso. «La mia valigia è sempre pronta. Non mi spaventa che un giorno la società mi esoneri o che sia io andare via» ha detto il tecnico alla vigilia. Ma l'ombra del suo pupillo Gattuso si fa sempre più ingombrante. Si parla di un vertice nei giorni scorsi tra Ringhio e De Laurentiis, con l'ex Milan pronto a materializzarsi presto a Napoli, anche nel caso in cui il maestro Carletto centrasse l'obiettivo. Due amici con la valigia pronta.

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