Milan, poker facile facile. E Mario fa festa con 2 gol

Balotelli superstar: traversa, rigore e due assist per Pazzini. Berlusconi chiama Allegri: "Per fortuna... ok alle mie scelte"

Milan, poker facile facile. E Mario fa festa con 2 gol

Due le notizie provenienti da Pescara. La prima è il successo rotondo del Milan, mai in discussione lungo la sfida del tardo pomeriggio. Tutto facile per Allegri e i suoi. Persino più facile del previsto: la resistenza del Pescara si sgretola presto e la sua terz'ultima partita in serie A si trasforma in un piccolo calvario. Quattro gol sulla schiena e neanche un tiro vero indirizzato dalle parti di Abbiati.

Si capisce al volo che i berlusconiani hanno fretta di chiudere i conti, senza correre altri rischi. I conti per il successo che arricchiscono la sua strepitosa rimonta: 61 punti realizzati in 28 giornate sono cifre mostruose, da scudetto pieno. Il Milan impiega meno di dieci minuti per spaventare Perin (traversa di Balotelli) prima di acciuffare il vantaggio col rigore (decimo della serie) fischiato da Russo senza provocare neanche una flebile protesta. Da quel momento, col Pescara in affanno e mai in partita, l'armata rossonera può dominare la scena realizzando alla fine quattro gol che sono i rintocchi delle sue cadenze e l'espressione plastica di una supremazia tecnica e fisica. Già, anche piena salute fisica a dispetto delle impressioni provocate dalla precedente esibizione col Toro: tre giorni prima corsero male quelli del Milan e si lasciarono imbottigliare dall'abilità tattica di Ventura. Qui, a Pescara, con ampi spazi a disposizione e poche motivazioni nella formazione abruzzese già condannata alla retrocessione, è tutto più facile. Molto facile.

Anche perché Mario Balotelli continua a marcare la differenza rispetto alla concorrenza. Prodigiosa la sua striscia di imprese balistiche. E non soltanto dal dischetto dove continua a “fotografare” portieri di ogni età e di ogni spessore, che siano esperti del ruolo o alle prime apparizioni, come appunto il giovane Perin, di proprietà del Genoa, e ieri spiazzato puntualmente dagli undici metri. Mario è uno che decide e quando ha la luna giusta è capace anche di molto altro. Cioè di diventare leader del gioco in assenza, per esempio, di Montolivo. Perché non resta posizionato nella zolla classica del centravanti ma continua a spostarsi, a chiedere palla, a lanciare e a dettare l'affondo. Firmato il secondo gol, comincia a pensare anche alle esigenze dei suoi commilitoni ed eccolo segnalarsi per una serie di assist golosi per Pazzini ed El Shaarawy, più per Pazzini in verità e non certo per una particolare predilezione. Forse i due, che sono in buona salute, si integrano alla perfezione dal punto di vista calcistico e umano. Dinanzi a un ostacolo così basso fanno un figurone anche Flamini e Robinho, uno in vena da qualche tempo (4 gol in 5 partite) e l'altro, il brasiliano, messo in disparte per via di quella saudade che da gernnaio in poi lo ridusse ai minimi termini. Il Pescara non sa pungere nemmeno per sbaglio, a dispetto dei cambi operati da Bucchi che garantisce la scena a un paio di deb, opera meritoria.

La seconda notizia del giorno made in Milan è la telefonata giunta all'ora della colazione al cellulare di Max Allegri nell'albergo abruzzese dal presidente Silvio Berlusconi. Il sito del Milan rilancia l'evento con grande enfasi proprio per annotare la natura serena del rapporto tra il patron e il suo allenatore. Alla fine è il segno che tra i due poi non c'è l'incomunicabilità di cui parlano, per sentito dire, molti orecchianti di mestiere. Messo alle strette dalla curiosità dei cronisti, Allegri alla fine regala un gustoso retroscena. «Non ho mai smesso di avere contatti con il presidente. Anche questa mattina abbiamo parlato di calcio e di Milan. Mi ha chiesto la formazione e... fortunatamente era d'accordo con me».

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