"Saltata una generazione ma non è colpa di Gigi"

Intervista a Luca Marchegiani, ex portiere della Nazionale oltre che di Torino, Lazio e Chievo

Se l'anno prossimo a difendere i pali delle «big» di A ci saranno tutti stranieri dipenderà dal fatto che Buffon e Donnarumma avranno lasciato Juve e Milan. Luca Marchegiani, 52 anni, ex portiere della nazionale - oltre che di Torino, Lazio e Chievo - a fine carriera si trovò a dover prendere una decisione simile a quella che tra poco toccherà a Gigi.

Meglio continuare in una squadra più piccola, per giocare tutte le domeniche, o accontentarsi di meno partite ma più importanti?

«Naturalmente, come chiunque, non posso paragonarmi a Buffon - spiega l'attuale commentatore di Sky - Io mi sono molto pentito di essere rimasto alla Lazio per tre anni dopo l'arrivo di Peruzzi: anche se per i portieri reattività e concentrazione contano più del fiato a una certa età la continuità è fondamentale. Circa Donnarumma, invece, non credo che andare a giocare in un top club europeo lo farebbe crescere tecnicamente più di quanto possa farlo nel Milan: il suo è un problema di motivazioni nel momento in cui il procuratore spinge per portarlo via».

Qualora accadesse, davvero il panorama italiano non offre giovani pronti a salire di livello? Davvero siamo costretti a metterci nelle mani di numeri uno stranieri per mancanza di alternative?

«Secondo me ci sono come peraltro c'erano anche nel recente passato. Ad esempio uno come Perin mi pare pronto per una grande squadra, però qualche anno fa anche Consigli e Mirante lo erano. È stata bruciata una generazione e non diciamo che è successo perché Buffon ha fatto ombra agli altri, la verità è che c'è stata una mancanza di coraggio da parte dei club».

Coraggio come quello che ha avuto la Lazio lanciando il 23enne Strakosha. Ma qual è l'età giusta per approdare in un grande club?

«Nelle squadre che lottano per lo scudetto non contano tanto le parate che fai ma i gol che prendi, per questo si tende a preferire portieri già formati. Io stesso, se dovessi scegliere, mi affiderei a uno più esperto».

Quindi per il Napoli sarebbe meglio - poniamo - un 26enne come Leno rispetto a un grandissimo prospetto come il 19enne Lafont?

«L'esperienza non è l'unico criterio, contano pure le caratteristiche tecniche. Oggi il portiere partecipa molto di più al gioco, quindi se devi sostituire Reina è importante anche cercare uno che abbia le stesse doti».

E Alisson, invece? Quanto dovrebbe incassare la Roma per rinunciare a uno come il brasiliano?

«Non mi intendo di prezzi, dico solo che loro sono stati molto bravi prima a trovare e poi ad allenare lui e Szczesny e che nel sistema italiano non ci devono essere incedibili. Di portieri, in giro, ce ne sono tanti». Anche italiani. Basta solo dargli un'opportunità...

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